Il ritorno in Europa ha sancito la rinascita Mercedes: al Montmeló le Frecce d'argento hanno calato la doppietta, la prima stagionale, risolvendo di colpo tutti i problemi che avevano afflitto le due W09 nelle prime quattro gare. Un toccasana l'aria spagnola per le due monoposto di Brackley che, grazie al trionfo catalano, sono riuscite a staccare la Ferrari nel mondiale costruttori di 27 punti permettendo a Lewis Hamilton di allungare il proprio margine su Vettel fino a 17 punti.

Le statistiche incoronano la Mercedes

Una vittoria, la seconda per il campione del mondo in carica, che ha un peso specifico particolarmente importante: nella storia della Formula 1, infatti, chi riesce a chiudere davanti a tutti nella gara del Montmeló spesso e volentieri diventa campione del mondo. Dal 1991, anno in cui la corsa si disputa sul tracciato catalano, ad oggi ben 15 volte – sulle 27 edizioni disputate fino ad ora – chi ha vinto ha poi alzato al cielo il titolo piloti; tra coloro che hanno beneficiato di questa statistica ci sono Mansell, Prost, Villeneuve, Schumacher e Hakkinen per arrivare ai più recenti Alonso, Vettel, Button e Hamilton. Un dato statistico che diventa ancor più impressionante se si allarga il campione preso in esame non solo al singolo pilota, ma alla squadra di appartenenza: se si considerano i team, infatti, il dato sale fino a toccare quota 18 volte su 27 Gran Premi disputati in altrettante edizioni del mondiale di Formula 1.

Le due Mercedes in Spagna – LaPresse
in foto: Le due Mercedes in Spagna – LaPresse

Il Montmeló, dunque, sembra premiare la macchina migliore: tranne in rari casi, come successe nel 1991 con Mansell, nel 2012 con l'incredibile vittoria di Maldonado su Williams e quella di Verstappen nel 2016 favorita dal suicidio Mercedes, la scuderia che ha chiuso davanti a tutti nella gara spagnola è quasi sempre riuscita a portare a casa il trofeo dedicato ai costruttori. Una notizia non certo incoraggiante per la Ferrari che nel GP di Spagna si è ritrovata a fare i conti con gomme poco adatte alla caratteristiche della SF71H e problemi di affidabilità che hanno colpito la vettura di Raikkonen, costretto al ritiro. Nulla è ancora perduto per il Cavallino, la statistica non è una scienza esatta, ma per battere i numeri servirà una reazione già a partire da prossimo appuntamento a Monte Carlo.