Luca Marini, 21 anni / Sky racing team Vr46
in foto: Luca Marini, 21 anni / Sky racing team Vr46

Quella del 2018 è stata una stagione ricca di soddisfazioni per Luca Marini, fratello minore di Valentino Rossi e pilota dello Sky Racing team VR46 in Moto2, scandita dalla prima pole in carriera, a Brno, nelle qualifiche del GP della Repubblica Ceca, e dalla sua prima vittoria, a Sepang, in Malesia. Prime gratificazioni di un “percorso di crescita incredibile, iniziato a quattro anni, con le minimoto” ha raccontato proprio Marini, ospite di Giancarlo Magalli a I Fatti Vostri. Una chiacchierata a tutto tondo, in cui Luca ha parlato di sé e di quanto abbia influito avere accanto un fratello come Valentino.

Difficile da dire ma credo che da piccolo non fossi consapevole di cioè che era Vale o cosa piacesse alla mia famiglia, perché da bambini si è curiosi e c’è la voglia di provare più cose possibili. I miei genitori mi hanno sempre lasciato fare tanti sport, non solo moto, giocavo a calcio, a tennis… . Crescendo – ha aggiunto il 21enne pilota può avermi influenzato, perché avere accanto Vale, una figura così importante nello sport e numero 1 nel motociclismo, sicuramente mi ha indirizzato su questa via, ma faccio sempre ciò che amo. Con i miei genitori, mi ha sempre consigliato, insieme sono sempre stati amici e persone con cui poter parlare apertamente. Sono sempre stato libero di fare le mie scelte e quando ho deciso di correre in moto e fare la mia vita, sono sempre stati tutti felici”.

Un rapporto speciale, quello che lega Luca al Dottore e alla sua famiglia, a partire dallo stretto legame con suo papà, Massimo Marini: “È un papà fantastico e sono sicuro che lo sarà per sempre. Mi ha sempre cresciuto nel modo migliore che si potesse ricevere, con un’educazione incredibile. Spero di passare ancora tanto tempo con lui e che mi accompagni alle gare come faceva un tempo. Se mamma è ansiosa? Con me e Vale ormai è allenata, ma diciamo che dipende anche da come siamo messi con le moto. Quest’anno, ad esempio, che ho avuto una buona fiducia e mi sono trovato bene, mi è sembrata più tranquilla rispetto a Valentino”.

Io rivale di Valentino? Per adesso no, ma spero di diventarlo. Io spero che continui a correre per tanti anni, così avrò più tempo a disposizione per arrivare in MotoGP”. Tornando poi alla Moto2 e al suo numero di gara, Marini ha spiegato perché ha scelto di correre con il 10 sulla carena: “All’inizio avevo il 97 che era il mio anno di nascita, poi però quando sono approdato in Moto2, il 97 era occupato da un altro pilota, e ho dovuto scegliere un altro numero. Così ho scelto il 10 che è il giorno del mio compleanno e poi perché è un numero importantissimo nel mondo del calcio. Sono un grande tifoso della Roma e il 10 è il numero di Francesco Totti”.