Attenzione a uscire in moto nelle notti di luna piena. Può sembrare uno scherzo ma non lo è. O almeno è quanto il prof. Ronald Redelmeier ha cercato di dimostrare insieme al ricercatore Eldar Shafir della Princeton University, mettendo a punto uno studio per dimostrare che i motociclisti sono più a rischio durante le notti di luna piena. Redelmeier e Shafir hanno analizzato oltre 13mila incidenti mortali avvenuti in moto negli Usa tra il 1975 e il 2014 e incrociato i dati con le notti di plenilunio. E quello che è emerso è che nelle notti di luna piena il rischio di incidente mortale aumenta del 5% mentre nelle notti di super luna, ovvero quando il nostro satellite appare più grande e luminoso del solito per via della sua maggiore vicinanza alla Terra, del 27%.

Luna piena? Andare in moto è più pericoloso

La luna piena si verifica 12 volte l’anno e nelle 494 notti di luna piena analizzate nei 40 anni presi in esame, gli incidenti mortali sono stati 4494 (9,10 / notte) rispetto agli 8535 avvenuti nelle notti senza luna piena (8,64 / notte), con un aumento assoluto di 226 vittime nell’intervallo di studio. L’aumento del rischio è stato confermato dal confronto dei risultati con i dati degli incidenti avvenuti in Regno Unito, Canada e Australia. La ragione, spiegano i ricercatori, sembra essere legata alla semplice distrazione. “Abbiamo ipotizzato che, poiché l’attenzione delle persone è naturalmente attratta dalla luna piena, potrebbe contribuire a causare incidenti fatali. In particolare, dare un’occhiata alla luna piena distoglie lo sguardo del motociclista dalla strada, il che potrebbe causare una perdita di controllo del mezzo”. Inoltre, aggiungono i ricercatori, una luna piena potrebbe anche portare a cambiamenti nei comportamenti del traffico circostante, come distogliere l’attenzione di altri automobilisti o pedoni dal notare una moto in avvicinamento”. Ad ogni modo, tra i limiti quello di non poter risalire alle condizioni meteo nelle notti di plenilunio, come anche alla velocità e alla direzione percorsa dai veicoli coinvolti negli incidenti. Quanto all’aumento del rischio, una spiegazione alternativa alla teoria della distrazione momentanea, potrebbe essere quella della migliore illuminazione dei paesaggi circostanti che porterebbe i motociclisti a giudicare erroneamente velocità e distanza, analogamente all’illusione ottica sperimentata da piloti e alpinisti con la luce del sole.