Marco Simoncelli / Getty
in foto: Marco Simoncelli / Getty

Sono trascorsi otto anni. Otto. Dimensione infinita di un istante che portava via Marco Simoncelli, il Sic o SuperSic, come era conosciuto da tutti dentro e fuori le piste del Motomondiale. Erano gli anni di Valentino Rossi alla Ducati e Casey Stoner alla Honda, la seconda stagione in MotoGP per il 24enne campione di Coriano che era ormai a ridosso dei migliori.

Otto anni senza Marco Simoncelli

Per quell’anno la Honda gli aveva riservato una moto con trattamento ufficiale e a Brno, nel GP della Repubblica Ceca, era arrivato il suo primo podio in MotoGP, terzo dopo aver superato Rossi e anche Jorge Lorenzo. Poi ci furono Indianapolis, il rinnovo del contratto, i tre quarti posti di fila, a Misano, Aragon e Motegi, e il podio di Phillip Island che, insieme al Mugello, è sempre stato uno dei suoi circuiti preferiti. In Australia fu Stoner a partire fortissimo ma dietro di lui c’era Simoncelli che nelle prove del weekend era caduto tre volte ma in gara si assicurò un secondo posto che resta il suo miglior risultato in carriera. Una settimana più tardi la MotoGP sarebbe sbarcata a Sepang per il GP di Malesia, dove Marco era arrivato con la motivazione extra di avere ottimi test invernali alle spalle.

Da quel 23 ottobre sono cambiate tante cose e tante altre sono cresciute, regalando grandi soddisfazioni a chi porta il Sic nel cuore. A partire dall’inaugurazione di Casa Simoncelli, il centro per disabili a Coriano realizzato con i proventi delle donazioni raccolte dalla Fondazione che porta il suo nome e che, nei prossimi giorni aprirà i battenti iniziando a fornire assistenza, fino a una serie di coincidenze arrivate grazie al team Sic58, la squadra corse messa in piedi da papà Paolo Simoncelli e che quest’anno ha conquistato le sue due prime vittorie in Moto3 con Niccolò Antonelli a Jerez, il circuito dove Marco vinse la sua prima gara, e Tatsuki Suzuki alla sua prima in carriera a Misano, sulla pista intitolata proprio Simoncelli. Sabato scorso a Motegi, nel giorno dell’undicesimo anniversario del titolo di Marco in 250, è invece arrivata la pole position di Antonelli. “Altra coincidenza di quelle strane – ha commentato il papà del Sic – . Marco continua a seguirci da lassù, e questa è una cosa che ci fa piacere”.

A otto anni di distanza dall’incidente di Sepang in cui perdeva la vita, il ricordo di Marco Simoncelli è indelebile nella memoria di tutti, di chi era un suo amico e di chi non lo era, di colleghi e rivali, di chi lo aveva conosciuto personalmente e di chi invece seguiva le sue imprese in tv. Perché la storia del Sic è una di quelle che non si può dimenticare, perché Marco non era solo un campione ma rappresentava un’intera generazione che si identificava e si rivedeva in lui, nel suo sorriso giocoso e in quei riccioli di un pilota riuscito a far diventare la sua avventura anche un po’ la tua. Ciao Marco!