La Maserati 8CTF
in foto: La Maserati 8CTF

Maserati rappresenta una delle eccellenze italiane dei motori grazie anche alle vittorie ottenute in pista nelle gare più importanti del mondo: proprio ad una di queste la casa del Tridente ha voluto rendere omaggio festeggiando gli 80 anni dall'impresa compiuta nel 1939 dalla 8CTF che, con al volante il 27enne Warren Wilbur Shaw, vinceva la 500 Miglia di Indianapolis tagliando il traguardo dopo una corsa di 4 ore e 20 minuti alla media di 185 km/h.

La prima italiana a conquistare la gara più famosa d'America

Un'impresa entrata nella leggenda e rimasta nella storia soprattutto perché Maserati è stata l'unica casa italiana ad imporsi nella gara statunitense più famosa del mondo – ci riuscì anche la Dallara ma solo come fornitrice di telai -, primato che detiene ancora. Già nei primi anni '30 Maserati aveva iniziato a prendere confidenza con l'America (invitata dagli organizzatori ad assistere a qualche corsa), ma fu solo nel 1938 che Ernesto Maserati, basandosi su una nuova normativa che prevede norme più severe e la cilindrata non più stata libera bensì regolata in funzione del peso della vettura per un massimo di 3000 cc per i motori dotati di compressori, impostò lo sviluppo e la realizzazione di una nuova vettura denominata 8CTF; un'auto che poteva vantare un motore a 8 cilindri verticali in linea, costituito da due gruppi di 4 fusi in blocco unico con la testata 8 cilindri testa fissa – da qui la sigla delle vettura – e un cilindrata era di 2991,4 cc.

La Maserati 8CTF
in foto: La Maserati 8CTF

Quando arrivò alla 500 Miglia di Indianapolis la 8CTF aveva già partecipato ad alcune corse nel 1938 dove aveva dimostrato il suo grande potenziale e nella corsa di durata, iscritta come "Boyle Special" in livrea color amaranto che caratterizzava la Boyle Racing Headquarters, riuscì a sbaragliare la concorrenza grazie Warren Wilbur Shaw che, partito con il terzo tempo di qualifica ottenuto a 207.7 km/h, si aggiudicò la gara con 51 giri in testa dopo una dura lotta con la Stevens-Winfield di Louis Meyer e la Adams-Sparks di Jimmy Snyder. Per Maserati si trattava di una vittoria storica visto che dal 1919 che un’auto europea non riusciva a vincere nel catino dell’Indiana così come Shaw che, ancora oggi, è tra i 5 piloti più vincenti della storia ad Indianapolis con 3 vittorie (1937, 1939 e 1940, le ultime due a bordo di una 8CTF) e 3 secondi posti (1933, 1935 e 1938) per un totale di 13 partecipazioni.