Mattia Binotto – Getty images
in foto: Mattia Binotto – Getty images

La Ferrari ha deciso di cambiare: via Maurizio Arrivabene, il team principal al quale non è stato rinnovato il contratto, al suo posto ci sarà Mattia Binotto. Una scelta, quella della Rossa, arrivata dopo un anno di convivenza complicata tra i due che erano su fronti totalmente opposti; la scelta era ormai necessaria e i vertici del Cavallino hanno optato per l'allontanamento del bresciano in favore del più giovane Binotto che adesso avrà il compito di riportare al successo la scuderia di Maranello interrompendo un digiuno che dura ormai dal 2008.

Binotto, l'uomo scelto da Marchionne

Esigente e quasi maniacale sul lavoro, Mattia Binotto è l'uomo scelto dalla Ferrari per tornare al successo. Nato in Svizzera e laureatosi al Politecnico di Losanna, è uno degli uomini con più anzianità a Maranello; era il 1995 quando entrò all'interno della scuderia come ingegnere motorista della squadra di test e, due anni dopo, nel reparto corse partecipando, seppur in maniera marginale, all'epoca Schumacher. Nel 2009, poi, venne nominato responsabile generale delle operazioni motore e Kers, affiancando Paolo Martinelli, mentre successivamente ricoprì il ruolo di vicedirettre elettronica e motore insieme a Marmorini fino al 2014, anno in cui il presidente Marchionne in persona lo scelse per lo sviluppo della power unit. I risultati sono sotto gli occhi di tutti, se la Ferrari è arrivata a giocarsi il titolo con la Mercedes – risultando a tratti persino superiore – il merito è in gran parte suo.

Mattia Binotto insieme a Sergio Marchionne e Maurizio Arrivabene – Ferrari
in foto: Mattia Binotto insieme a Sergio Marchionne e Maurizio Arrivabene – Ferrari

La complicata convivenza tra Binotto e Arrivabene

Un rapporto, quello tra Mattia Binotto e Maurizio Arrivabene, complicato fin da subito e che ha avuto l'accelerata decisiva nella seconda parte di stagione 2018; già a Monza, con il mancato ordine di scuderia a Raikkonen e l'errore di Vettel, finito in testacoda nel duello ruota a ruota con Hamilton, era iniziata a serpeggiare un po' di sfiducia nei confronti del team principal che, a sua volta, aveva cercato di scaricare le colpe sulla monoposto e sul suo mancato sviluppo. L'apice del confronto a distanza, poi, è arrivato in Giappone con la sfuriata di Arrivabene per l'errata scelta di montare le gomme intermedie quando la pista era ancora troppo asciutta anche se in realtà già a Sochi, nella gara precedente, il team principal si era lamentato per il mancato sviluppo rispetto ai progressi fatti da Mercedes. Adesso si apre un nuovo capitolo della storia Ferrari con Binotto a fare meglio del suo predecessore.

Maurizio Arrivabene e Mattia Binotto – Getty images
in foto: Maurizio Arrivabene e Mattia Binotto – Getty images