Max Biaggi, 47 anni / Getty
in foto: Max Biaggi, 47 anni / Getty

Guai in vista per Max Biaggi. L’ex campione romano che con il suo Max Racing team debutterà nel campionato Moto3 del Motomondiale a partire dalla stagione ormai alle porte, dovrà vedersela con tutt’altro genere di grattacapi. Accusato di residenza fittizia a Monte Carlo e di aver evaso circa 18 milioni di euro, Biaggi rischia un anno di carcere. A proporlo il pm, Giuseppe Olivo, che ha chiesto un anno di reclusione per il reato commesso fino al 2012. Secondo l’accusa, la condotta di Biaggi era stata messa in atto per sottrarsi dal pagamento delle imposte sui redditi.

A sua difesa, nel corso del processo, Biaggi ha portato in tribunale date e fatti utili a dimostrare di non essere in difetto con Equitalia, oltre al teste Giancarlo Fisichella che aveva confermato la sua reale residenza nel Principato: “Conosco Max Biaggi da vent’anni, dall’inizio della mia carriera quando anch’io vivevo a Montecarlo. Non risiedo più lì dal 2003 – ha spiegato l’ex pilota di Formula 1 – ma anche oggi continuiamo a vederci quando ci vado per lavoro, lo chiamo e ci vediamo. Conosco bene la zona dove abita e so che i bambini vanno a scuola lì”. Oltre a Fisichella, tra gli altri testimoni anche l’ex portiere del palazzo dove il Corsaro vive a Montecarlo. “È venuto a vivere in Avenue Princesse Grace nel 1997 – ha spiegato l’uomo – e l’ho incontrato quasi tutti giorni fino al 2010 quando sono andato in pensione”.

Circostanze che evidentemente non sono state sufficienti a smontare la tesi dell’accusa per cui il campione romano avrebbe mancato il pagamento di 17,8 milioni di euro di imposte fino al 2012. L’occhio del Fisco aveva già travolto il quattro volte campione della 250 e due della Superbike che nel 2013 venne prosciolto per prescrizione, ma rinviato a giudizio con l’accusa di evasione in seguito al trasferimento di residenza a Monte Carlo. Non il primo pilota e campione legato alle due ruote ad incappare in questo genere di accusa: negli anni, anche Valentino Rossi, Loris Capirossi e Marco Melandri.