Hamilton invita Bottas sul gradino più alto del podio in Russia – Getty images
in foto: Hamilton invita Bottas sul gradino più alto del podio in Russia – Getty images

L'importanza di chiamarsi Valtteri Bottas, la conosce bene Lewis Hamilton che deve ringraziare ancora una volta il compagno di squadra per avergli protetto le spalle consentendogli di agguantare l'ottava vittoria in stagione ed ipotecare un titolo che, a 5 gare dal termine e con 50 punti di vantaggio, sembra impossibile da perdere.

Hamilton imita Schumacher chiamando Bottas al suo fianco

La Mercedes, ancora una volta, ha deciso di sacrificare il finlandese ordinandogli a metà gara di far passare il compagno di squadra cedendogli la posizione – palese la frenata della sua Freccia d'argento -, poi impedendo a Bottas di riprendersi la posizione invitandolo a parlare dopo la gara. Un comportamento, quello della scuderia di Brackley, che non è andato giù neanche a Lewis Hamilton che, a fine gara, è andato ad abbracciare il compagno di squadra, invitandolo poi sul gradino più alto del podio proprio come fece Michael Schumacher nel GP d'Austria 2002 quando fu Barrichello a trovarsi nella stessa situazione del finlandese; all'epoca Rubens accettò, salendo e prendendosi il trofeo, stavolta Bottas ha preferito prima rifiutare – forse ricordando anche la multa da un milione di dollari che venne comminata alla Rossa – poi raggiungendolo e dimostrandosi una volta in più un vero e proprio gregario di lusso.

Un comportamento, quello dell'inglese, che fa onore al pilota britannico, consapevole dello sforzo di Bottas che, dopo aver ottenuto la pole position in qualifica, si è visto costretto a farlo passare per garantirgli la vittoria: "È stato in realtà un giorno difficile per noi, Valtteri è stato un signore a farmi passare per ottenere una doppietta di cui di solito saremmo euforici. Bottas ha fatto un grandissimo lavoro e meritava di vincere: posso immaginare quanto sia difficile per lui, ma è stato davvero un grande sforzo di squadra", sono state le sue parole. Un scena, quella di Sochi, che rimarrà nella storia della Formula 1.