"Lauda era nato campione ed è morto da campione. Nelle competizioni eravamo super nemici ma nel privato eravamo molto amici". Ricorda così la figura di Niki Lauda Arturo Merzario, il pilota che per primo accorse sul luogo dell'incidente al Nurburgring nel 1976, salvando di fatto la vita al pilota della Ferrari. La scomparsa dell'austriaco ha toccato profondamente il mondo della Formula 1: dalla scuderia di Maranello, con la quale vinse due dei suoi 3 titoli mondiali, fino alla Mercedes dove ricopriva la carica di presidente non esecutivo, tutti hanno voluto rendere omaggio al campione morto all'età di 70 anni.

Il pilota italiano e il salvataggio del Nurburgring

Merzario, legato da un profondo rapporto di amicizia nato dopo quell'eroico salvataggio, ha voluto rendere omaggio al campione scomparso ricordando proprio l'episodio che li vide coinvolti nel 1976: sceso dalla sua monoposto, l'italiano non esitò ad andare incontro al fuoco pur di salvare il suo rivale in pista.

Ci furono tanti problemi, non riuscivo a slacciargli la cintura di sicurezza, si era contorto il telaio, il pericolo era che le lamiere mi tagliassero. Al terzo tentativo ci riuscii, avevo imparato al militare a fare il primo soccorso con la respirazione artificiale e il massaggio cardiaco. Riuscii a salvarlo, quei due minuti furono fondamentali per tenerlo in vita e far intervenire i medici –  le parole a Radio Capital – Ci siamo sentiti nel tempo, l'ultima volta un mese fa. Era molto affaticato dall'intervento. Se è vero che non mi ringraziò per averlo soccorso? È vero, mi ringraziò solo nel 2006. C'era troppa rivalità, eravamo davvero nemici amici.

Parole importanti quelle spese dal pilota italiano che salvò la vita all'austriaco. Un gesto eroico che, ancora oggi a distanza di molti anni, viene ricordato da tutti i fan della Formula 1; Niki Lauda se ne è andato lasciando un vuoto enorme non solo nel cuore di colui che per primo lo tirò fuori dalla fiamme, ma in tutti gli appassionati del mondo dei motori che, anche grazie a lui, si sono appassionati alle 4 ruote eleggendolo a icona non solo della Formula 1, ma anche dello sport in generale.