Franco Morbidelli / Getty Images
in foto: Franco Morbidelli / Getty Images

La tensione della vigilia non arriverà in gara per Franco Morbidelli. Thomas Luthi, suo diretto rivale in campionato, è stato dichiarato non idoneo a correre il Gp di Malesia dopo lo spaventoso incidente rimediato nelle qualifiche di ieri. Un violento highside in curva 2 per il 31enne svizzero che, sbalzato dalla sua Kalex, ha battuto sull’asfalto, colpendo più volte la testa contro la moto. Rimasto cosciente, Luthi è stato trasportato in barella al Centro Medico per poi essere trasferito all’Ospedale di Kuala Lumpur, capitale della Malesia, dove è stato sottoposto a una Tac precauzionale che fortunatamente ha escluso danni cerebrali anche se ulteriori accertamenti hanno evidenziato la frattura al piede sinistro. Tornato in albergo per la notte, Luthi è stato riesaminato questa mattina dal medico del circuito che prima del warm up lo ha dichiarato unfit per la gara di oggi. L’assenza di Luthi assicura la certezza matematica del titolo iridato a Morbidelli che forte di un vantaggio parziale di 29 punti e dello zero marcato a Sepang dal pilota che il prossimo anno sarà il suo compagno di squadra in MotoGp, si aggiudica il titolo della classe intermedia con una gara di anticipo rispetto alla fine del campionato.

Morbidelli campione senza correre

Primo match point vinto dunque sulla carta per Morbidelli che a Sepang, prima dell'incidente di Luthi, ha dominato il weeekend, conquistando la pole di ieri. Coraggio e determinazione tipicamente italiane unite alla follia puramente brasiliana ereditate dalla mamma Cristina, originaria di Recife, ne fanno un campione che il panorama motociclistico italiano non vedeva ormai da 8 anni, da quando era Valentino Rossi ad assicurarsi il suo nono titolo iridato in carriera. L’ultimo italiano a riuscire a vincere il titolo della classe intermedia era stato Marco Simoncelli, nel 2008 in 250, sempre a Sepang. Spezzata dunque la maledizione che teneva lontano l’Italia dal titolo iridato, il primo di un azzurro a laurearsi campione del mondo della moderna classe Moto2. Nelle 16 gare disputate da inizio stagione, Morbidelli ha centrato 8 vittorie (Qatar, Argentina, Austin, Le Mans, Assen, Sachsenring, Phillip Island e Aragon), salendo dieci volte sul podio con i terzi posti conquistati a Silverstone e a Motegi, per un parziale di 272 punti da inizio stagione. Bottino destinato a crescere fino alla finale di Valencia per il pilota della filiera di Valentino Rossi nonché primo iridato della Vr46 Academy del Dottore.

Dalla Superstock 600 al titolo Moto2

Nato a Roma 22 anni fa, Morbidelli è cresciuto nell’officina di papà Livio, ex vicecampione italiano della classe 80 e 125 scomparso 4 anni fa, imparando probabilmente prima ad andare in moto che a camminare, visto che a nemmeno un anno scarrozzava in sella a una minimoto con le rotelle. Appena in età per partecipare alle gare, Morbidelli dominò la scena vincendo tutto che c’era da vincere, tanto che il padre, vedendo il promettente talento del figlio, nel 2005 decise di trasferirsi dalla Capitale a Tavullia dove viveva un suo vecchio amico, Graziano Rossi, papà di Valentino. Da lì i due diventarono presto amici e dopo qualche anno iniziarono ad allenarsi insieme alla “Cava”, la pista dove Valentino affinava le sue abilità di guida prima della nascita del Ranch. Tanto tempo trascorso insieme, durante il quale Morbidelli ha carpito segreti, cercando di mettere a frutto i consigli del pesarese, consolidati con il titolo di campione europeo Superstock 600 nel 2013. Stesso anno del suo esordio nel Motomondiale anche se per la sua prima stagione da titolare avrebbe dovuto aspettare il 2014, quando il team Italtrans gli affidò una Kalex Moto2. Passato in Marc Vds nel 2016 con compagno di squadra Alex Marquez, Morbidelli ha conquista il primo podio (terzo ad Assen) seguito dalla sua prima pole position e la sua prima vittoria, quest’anno in Qatar, premessa di una stagione esaltante e di un titolo 2017 strameritato.