Senna era uno dei piloti più iconici della storia del motorsport. Per il suo carisma e il suo talento, è una fonte di ispirazione per tutti”. Valentino Rossi non dimentica quel terribile 1° maggio di 25 anni fa. “Ricordo molto bene quel giorno, ero a Vallelunga e fu un qualcosa che sembrava non fosse vero. Tutto il weekend era stato difficile, sabato c’era stata la morte di Ratzenberger e anche Barrichello aveva avuto un brutto incidente il venerdì. Erano arrivati a un punto in cui le F1 erano troppo pericolose, Senna lo aveva detto diverse volte durante il weekend e sembrava che non volesse nemmeno correre. Ma alla fine decise di correre, e quando accadde l’incidente e rimase fermo in macchina, in tv sembro qualcosa di irreale. Credo che sia stato un giorno molto triste per il motorsport perché abbiamo perso uno dei migliori”. Tra i piloti presenti a Jerez per la conferenza che precede il weekend del Gp di Spagna, anche Andrea Dovizioso che ricorda chiaramente quella domenica. “Ero molto giovane ma ricordo l’incidente, è stata una bruttissima giornata ma purtroppo in quel periodo storico le auto erano più pericolose di oggi. Per fortuna, dopo quell’incidente, sono state cambiate le regole e la sicurezza è stata migliorata” .

Senna era un pilota speciale. “Tutti lo amavano sia per il modo in cui guidava ma anche per il suo stile di vita” ma, diversamente Dovizioso e Rossi, molti altri piloti del Mondiale hanno conosciuto il brasiliano soltanto dopo la sua morte. “Non ricordo quel giorno perché sono nato nel 1995 ma ho visto tanti video ed era un pilota incredibile” racconta Alex Rins. “Conosco la sua storia, il modo in cui guidava e l’incidente, ma a quei tempi ero un bambino e non seguivo ancora la F1” spiega anche Marc Marquez che nel 1994 fa aveva poco più di un anno. “Senna era il tipo di sportivo che dava tutto in pista e al quale mi piacerebbe assomigliare”.

Dovi leader: "Da Jerez non so cosa aspettarmi"

Tornando alla MotoGP e alle prime tre gare finora disputate, è toccato per prima a Dovizioso analizzare questa prima parte di campionato. “Sono contento di arrivare qui con questa situazione in classifica – ammette DesmoDovi, leader del campionato con 54 punti e 3 lunghezze di vantaggio sul primo inseguitore. Tuttavia quella di Jerez è una pista che resta ancora un tabù per il forlivese che sul circuito andaluso non è andato oltre il 5° posto in MotoGP. “Sinceramente non so cosa aspettarmi. Lo scorso anno la nostra velocità era buona ma quest’anno l’asfalto è diverso e credo che questo condizionerà tutti, vedremo se in positivo”.

Il weekend di Jerez sarà un importante banco di prova per la Yamaha e Valentino Rossi che arriva a Jerez reduce da due secondi posti di fila e con il 2° posto in campionato. “Sarà un weekend importante per capire se siamo forti e se abbiamo migliorato la moto. Quello dello scorso anno è stato un weekend difficile ma in queste prime tre gare sembra che la moto sia migliorata, quindi sarà un buon weekend per capire se potremo essere competitivi. Ora inizia la parte più importante della stagione, il mio obiettivo è quello di lottare per il campionato”.

Marquez: "Sappiamo perché sono caduto ma non posso dire il motivo"

Quella di Austin è stata la prima gara vinta da Alex Rins in top class (“È stato incredibile ottenere la mia prima vittoria in MotoGp sullo stesso circuito dove avevo conquistato la mia prima vittoria in Moto3 e in Moto2”) ma anche una domenica da dimenticare per Marc Marquez, caduto quando era al comando. “È stata una giornata frustrante ma da lunedì mi sono concentrato soltanto su Jerez. Per me la cosa più importante è aver capito il perché sono caduto. Con il team abbiamo analizzato tante cose e abbiamo capito che la caduta aveva un motivo che però non posso spiegare. È stato un errore mio perché sono caduto ma durante il weekend abbiamo avuto dei piccoli problemi nelle curve in prima marcia e questi si sono verificati anche in gara. Non me l’aspettavo, perché il problema non si presentava ad ogni giro, ma hanno sistemato il problema e questa è la cosa più importante”.