Prima la bocciatura, poi il via libera. La Honda riesce nel suo intento e scrive un nuovo capitolo di una vicenda che sta catalizzando l’attenzione di queste settimane dopo il reclamo presentato da Aprilia, Honda, Suzuki e KTM contro l’appendice montata dalla Ducati in Qatar.

Aldridge cambia idea, ok all'appendice Honda

Dopo che la Corte di Appello della FIM ha respinto l’appello, confermando la vittoria di Andrea Dovizioso e la regolarità del deflettore, la Honda non ha perso tempo e in occasione del Gp d’Argentina ha portato una soluzione simile a quella utilizzata delle Rosse con lo scopo di ricevere l’omologazione dal direttore tecnico Danny Aldridge. Approvazione inizialmente negata perché, in modo provocatorio, nella descrizione del particolare la Honda ha volontariamente dichiarato che la funzione dell’appendice era quella di generare carico aerodinamico, effetto riconosciuto anche al cucchiaio Ducati ma secondario al raffreddamento della gomma posteriore.

Dopo questo primo incontro, la Honda ha incontrato nuovamente Aldridge, richiedendo l’omologazione dello stesso deflettore ma con uno scopo differente. Un cambiamento di forma ma non di sostanza con cui la Honda non solo ha ottenuto l’approvazione ma anche messo in evidenza il limite di un regolamento che andrebbe certamente rivisto. In ogni caso una vittoria per la Honda che a partire dalla prossima gara in Texas, tra due settimane, dovrebbe far debuttare il dispositivo sulla RC213V di Cal Crutchlow. “La Honda qui portato solamente un pezzo in 3D e probabilmente ad Austin lo proveremo – ha confermato il numero uno di LCR, Lucio Cecchinello – . Vista la discussione sulle diverse tipologie, prima di produrre delle costose parti in carbonio, hanno proposto il dispositivo 3D. Personalmente non l'ho visto, ha fatto tutto Takeo Yokoyama – il direttore tecnico di HRC, ndr – con il responsabile tecnico. L'approvazione ci è stata comunicata soltanto ieri sera ”.