Dani Pedrosa, 33 anni / Getty
in foto: Dani Pedrosa, 33 anni / Getty

Conclusa l’ultima stagione con la Honda, Dani Pedrosa ha iniziato la sua nuova avventura come collaudatore KTM, scendendo in pista il 18 e 19 dicembre a Jerez per un primo test con la RC16. Un debutto che poteva essere anticipato con il benestare della Honda già a Valencia, visto che HRC avrebbe comunque permesso allo spagnolo di prendere parte ai test di fine stagione, ma che la casa austriaca, impegnata nel raddoppiare la squadra – con Zarco e Pol Espargaro nel team ufficiale e Oliveira e Syahrin nel nuovo team satellite gestito da Tech3 – ha rimandato ai due giorni di test svolti sul circuito andaluso.

Honda ci ha inviato segnali molto positivi in quel momento – ha detto a Speedweek Pit Beirer, direttore di KTM Motorsport – Avremmo potuto avere Dani come collaudatore a novembre se avessimo bisogno di lui. Ma eravamo occupati a portare la nostra squadra da due a quattro piloti e questo ha richiesto un sacco di risorse logistiche. Non saremmo stati in grado di seguirlo e fornire perfettamente un test team”. Del resto “quando un pilota come Pedrosa arriva al suo primo test con una KTM, non dovrebbe farlo da quinta ruota del carro – ha aggiunto il direttore sportivo, spiegando che una squadra dovrebbe davvero concentrarsi su un pilota come Dani. “Ecco perché aveva senso non farlo guidare fino a dicembre. In questo progetto MotoGP c’è bisogno di pazienza per certe cose. Non puoi sempre farle tutte. Il tempo di Dani sulla nostra moto sta arrivando ora. Il suo contratto non era partito fino a gennaio”.

Pedrosa curerà lo sviluppo della nuova moto e, nel corso del 2019, completerà venti giornate di test. Resta però escluso un suo ritorno in gara come wild card. “Non ci sono wild card in programma al momento, perché Pedrosa non ha più intenzione di correre – ha precisato Beirer – . Non voglio escludere categoricamente le singole wild card per tutto il 2019. Se avremo motivo a un certo punto di sperimentare qualcosa in una gara con una moto di prova, potrà tornare in qualsiasi momento. Non abbiamo ancora programmato ma il GP di Spielberg potrebbe avere un senso con Mika Kallio, per esempio”.

Da questa stagione la casa di Mattighofen schiererà per la prima volta quattro moto in MotoGP e, in caso di infortuni, il primo a subentrare sarà proprio il collaudatore Kallio.“Non si deve mai convincere un pilota a correre, Dani ha concluso la sua carriera per alcuni motivi, tra cui, forse, perché non vuole più correre il rischio. Sa benissimo di cosa avrebbe bisogno per gareggiare e stare davanti, ma c’è anche un po’  il bisogno di non rischiare. Non vuole più farlo, ecco perché si ferma. La sua decisione è del tutto comprensibile per noi. Non fa alcuna differenza per il nostro progetto perché non ci affidiamo a Dani come pilota. I risultati in gara dovranno ottenerli i quattro piloti titolari”.