Ho dato tutto, dall’inizio” dice Andrea Dovizioso, scuotendo la testa dopo una gara in cui nonostante gran ritmo e velocità non ha potuto nulla contro il campione in carica Marc Marquez. Lo spagnolo della Honda, che durante il weekend in Repubblica Ceca ha dimostrato di essere a proprio agio in qualsiasi condizione, ha sfruttato al meglio la partenza dalla pole, mantenendo il comando della corsa fino alla bandiera a scacchi. Alla partenza, anche Dovizioso che partiva dalla seconda fila, ha avuto un ottimo scatto che lo ha portato subito negli scarichi della Honda del rivale. “Sono partito bene e mi sono messo in una posizione perfetta. Marquez aveva la gomma morbida dietro, e poteva andare più forte. Io, con la media, sono riuscito a tenere bene, nel T1 e nel T4 ero più forte ma lui lo era nel T2 e T3, per cui sono riuscito al limite a giocare su questa cosa, portandola avanti il più possibile” il commento di Dovizioso ai microfoni Sky.

Dovi: "Contro Marquez non è sufficiente"

Quando ha provato a fare il gap – aggiunge Dovizioso – Marc riusciva a frenare più forte, e questo non mi ha permesso di stare con lui. Alla fine, quando le gomme sono per tutti calate, ha mantenuto quel vantaggio in frenata mentre io non sono riuscito a mantenere quel passo. Oggi ci è mancata qualcosina”.

Peccato – ammette DesmoDovi che, con il secondo posto alle spalle del rivale, perde altri 5 punti in classifica, ritrovandosi a -63 dallo spagnolo – Vedevo che anche lui era al limite, infatti stava anche per cadere ma come al solito è riuscito a recuperarla. Posso solo fargli i miei complimenti”. Parlando poi dello stile di guida dello spagnolo sul quale, al parco chiuso, ha ammesso di aver visto qualcosa di diverso, Dovizioso ha spiegato: “Lui riesce a frenare un po’ dopo e a inserirsi molto forte, mantenendo però la traiettoria. L’anno scorso perdeva in accelerazione, mentre quest’anno hanno migliorato anche questo aspetto, per cui adesso può fare le gare davanti. Sta facendo un’annata speciale, più di altri anni. Noi ci siamo, siamo lì, secondi, ma ci mette in crisi tutti. Oggi abbiamo fatto una gara perfetta, ma non sufficiente. Un saluto a Luca – Semprini, ndr)”.

Marc Marquez (al centro) con MIller e Dovizioso / MotoGP.com
in foto: Marc Marquez (al centro) con MIller e Dovizioso / MotoGP.com

D’altra parte, una volta sceso dalla sua Honda, a Marquez è invece toccato fare i conti con nuovi primati. Con la vittoria a Brno lo spagnolo ha infatti portato a 50 le sue vittorie in MotoGP, diventando il quarto pilota della storia a mettere insieme un tale bottino in top class. “Io sono il quarto pilota dopo… – riflette un attimo Marquez – . Ehm… Mick Doohan, Valentino Rossi e… Giacomo Agostini, stavo dimenticando il più grande, ma preferisco non pensare troppo a questi record”. Analizzando invece la gara, ha aggiunto: “La strategia era chiara dall’inizio: provare a partire davanti e spingere dall’inizio. Nel warm up non mi sentivo a mio agio con la moto e per la gara abbiamo scelto un assetto diverso, che non avevamo mai provato, ma era chiara la strada che volevamo percorrere. Ho spinto dall’inizio perché non sapevo cosa sarebbe successo alla fine. Mi aspettavo le Yamaha di Quartararo e Vinales, ma alla fine è stato Valentino Rossi il primo pilota della Yamaha. Dovizioso con la media è stato bravo a rimanere attaccato anche se tutti avevamo dubbi sul calo della gomma”.

Domani, sempre a Brno, per la MotoGP ci sarà una giornata di test ufficiali: “Continueremo a lavorare e proveremo a fare un altro step. Arriveranno altre piste, come Silverstone, dove di solito facciamo fatica. È vero anche che mi sento molto bene sulla moto e che sono capace di capire velocemente cosa cambiare. Domani lavoreremo sull’elettronica, perché ci sono ancora degli aspetti in cui possiamo migliorare”.