Francesco Bagnaia, Joan Mir, Miguel Oliveira e Fabio Quartararo
in foto: Francesco Bagnaia, Joan Mir, Miguel Oliveira e Fabio Quartararo

2019 ricco di novità per la MotoGP a partire dalla griglia di partenza, complice un mercato piloti che, rispetto al passato, lo scorso anno è partito ancora prima dell’inizio del campionato. Tra i 22 piloti al via, due in meno del 2018 per l’uscita del team Marc Vds, la classe regina potrà contare su quattro esordienti, tutti provenienti dalla Moto2, a partire dal campione in carica della classe intermedia Francesco Bagnaia che, alla vigilia dei test invernali dello scorso anno, aveva già firmato un contratto biennale che gli assicurava la certezza dell’approdo in top class come pilota Ducati. Un’occasione da non lasciarsi sfuggire come quelle che permetteranno ad altri tre suoi colleghi di affrontare il salto in MotoGP, coronando quello che, per chi dedica sforzi e impegno in questo sport, è certamente il sogno di una vita.

Pecco Bagnaia

Come detto, a mettere a segno uno dei più importanti colpi di un mercato particolarmente precoce è stata la Ducati che per il biennio 2019-2020 si è assicurata Francesco Bagnaia, certamente uno dei migliori talenti italiani del Motomondiale, protagonista indiscusso dell’ultimo campionato Moto2 di cui, con otto vittorie e altri quattro podi, nel 2018 ha conquistato il titolo iridato. Torinese, nato a Chivasso il 14 gennaio 1997, Pecco – soprannome che gli ha dato la sorella Carola quando da bambina non riusciva a pronunciare il suo nome – correrà con la Ducati del team Pramac dove affiancherà l’australiano Jack Miller. Per la sua prima stagione in MotoGP, Bagnaia ha scelto di correre con il numero 63, continuando la progressione iniziata con il 21 in Moto3 ed il 42 in Moto2. Grande occasione per Bagnaia che, dai primi passi in sella alle Minimoto e alle MiniGP, vincendo il titolo di campione europeo nel 2009, era emigrato in Spagna, scelto dalla Monlau Competition di Emilio Alzamora, il manager e scopritore anche di Marc Marquez. Il debutto nel Cev 125 era arrivato nel 2011, dove ha corso fino al 2012. L’anno successivo, all’età di 16 anni, l’esordio nel Motomondiale, con la Honda FTR del team Italia, e nel 2014 la chiamata di Valentino Rossi che lo aveva voluto nella sua Riders Academy e nel neonato Sky Racing team Vr46. Nel 2015 il passaggio alla Mahindra del team Aspar e il suo primo podio in carriera, a Le Mans. Nel 2016 la prima vittoria, ad Assen, sempre su Mahindra. Nel 2017 il debutto in Moto2, tornando tra le fila dello Sky Racing team Vr46, e il titolo di Rookie of the Year con quattro podi e il quinto posto finale. Confermato nel 2018, Bagnaia si è imposto fin dalla gara inaugurale in Qatar, conquistando la sua prima vittoria in Moto2. Da qui l’esplosione agonistica che gli ha permesso di conquistare altri sette trionfi e quatto podi, compreso il terzo posto nella gara di Sepang con cui si è assicurato con una gara di anticipo il titolo iridato a 21 anni e 294 giorni, diventando il quarto pilota italiano più giovane a laurearsi campione del mondo dopo Marco Melandri, Valentino Rossi e Marco Simoncelli, nonché il miglior azzurro della moderna Moto2 davanti a Franco Morbidelli.

The BEAST 🔥 #gofree @vr46ridersacademyofficial @pramacracing

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Joan Mir

Altra mossa di mercato particolarmente chiacchierata è quella che ha visto protagonista Joan Mir: nato a Palma di Maiorca il 1° settembre 1997, Mir ha debuttato nel Motomondiale nel 2015, in occasione del Gp d’Australia della Moto3, al posto dell’infortunato Hiroki Ono, in sella alla Honda NSF250R del team Leopard Racing di cui è poi diventato pilota titolare nel 2016, alla guida di una KTM RC 250 GP. Nello stesso anno la sua prima vittoria, in Austria, e a fine stagione il titolo di Rookie of the Year e il quinto posto in campionato. Rimasto nello stesso team nel 2017, guidando però una Honda NSF250R, Mir ha iniziato la stagione con due vittorie, in Qatar e Argentina, conquistando il successo anche a Le Mans, Barcellona, Sachsenring, Brno, Red Bull Ring, Aragon, Phillip Island e Sepang. Una tabella di marcia che gli ha consentito di festeggiare già in Australia, con due gare di anticipo, il titolo di campione del mondo della Moto3. Passato in Moto2 nel 2018 con il team Marc Vds Racing, ha raccolto un secondo posto in Germania e due terzi posti (Francia e Italia) chiudendo la stagione con il sesto posto finale e il titolo di miglior esordiente della classe intermedia. Nel 2019 il passaggio in MotoGp con una delle squadre più competitive, il team Suzuki, dove sostituisce Andrea Iannone e divide il box con il riconfermato Alex Rins. Per il debutto in top class ha deciso di continuare a correre con il suo 36.

Miguel Oliveria

Nel 2018 è stato il primo rivale di Pecco Bagnaia nella corsa al titolo iridato: nato ad Almada, in Portogallo, il 4 gennaio del 1995, Miguel Oliveira ha iniziato la sua carriera nella Red Bull Rookies Cup, nel 2008, prima di passare nel Cev 125 nel biennio 2009 e 2010 e poi esordire nel 2011 nel Motomondiale, in classe 125, con l’Aprilia del team Andalucía Banca Civica. Una prima stagione difficile e segnata da un infortunio che non gli ha però precluso l’ingaggio per il 2012 da parte team Estrella Galicia 0,0. Poi il passaggio al team Mahindra, di cui ha difeso i colori nel 2013 e 2014, e nel 2015 al team KTM Ajo, con cui ha conquistato la sua prima vittoria in Italia, al Mugello, diventando il primo portoghese a vincere un GP nel Motomondiale, successo al quale nella stessa stagione si sono poi sommati altri cinque trionfi che gli hanno permesso di chiudere da vice campione del mondo Moto3 ad appena sei punti all’iridato Danny Kent. Nel 2016 il passaggio in Moto2 con il team Leopard Racing e lo stesso Kent come compagno di squadra ma, anche in questa stagione, un infortunio lo aveva costretto a chiudere in anticipo il campionato. Tornato a difendere i colori del team KTM Ajo nel 2017, per Oliveria era arrivata la prima vittoria in classe intermedia, in Australia, seguita dai successi in Malesia e Valencia, e il terzo posto in classifica finale. Nel 2018 ha raccolto altre tre vittorie e un totale di dieci podi che gli hanno assicurato il titolo di vice campione del mondo Moto2 con un margine di ben 96 punti sul primo inseguitore, Brad Binder. Lo scorso maggio, quando i giochi del mondiale erano tutt’altro che fatti, l’ufficialità del suo passaggio in MotoGP con i colori del team Tech3 KTM, la squadra francese di Hervè Poncharal che, dopo quasi vent’anni di partnership con la Yamaha, gestirà le RC16 satellite della casa di Mattighofen. Oliveira che ha scelto di correre con il numero 88, il doppio del 44 con cui ha debuttato nel Motomondiale.

Saudades do meu tourozinho 🙄 Missing my little Bull 🙄 #Turma88

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Fabio Quartararo

Tra i piloti esordienti, il debutto dell’enfant prodige Fabio Quartararo è uno dei più attesi, sia per l’età che lo porterà ad essere il più giovane sullo schieramento di partenza che per le aspettative che il nuovo team Petronas Yamaha ripone nel suo talento. Nato a Nizza il 20 aprile 1999, Quartararo ha iniziato a correre in Francia a 4 anni, spostandosi poi in Spagna dove già nel 2008 ha vinto il suo primo campionato, centrando il titolo della classe 50 della coppa iberica Promovelocidad, quindi quello della classe 70 nel 2009, della 80 nel 2011 e della Pre Moto3 del campionato velocità del Mediterraneo nel 2012. Una progressione che gli assicura il passaggio nel Cev Moto3 con la Honda del team Wild Wolf e la vittoria dell’edizione del 2013, all’età di 14 anni, diventando il più giovane pilota della storia a conquistare il titolo nel campionato spagnolo velocità. Nel 2014 il bis iridato con la Honda del team Monlau Competition. Nel 2015 l’esordio nella classe Moto3 del Motomondiale in sella alla Honda NSF250R del team Estrella Galicia 0,0, un debutto reso possibile dalla decisione della FIM di riscrivere il regolamento di accesso al campionato, abbassando da 16 a 15 anni l’età minima per correre nel campionato. Nello stesso anno il suo primo podio, secondo nel Gp delle Americhe ad Austin, e il decimo posto finale nonostante un infortunio alla caviglia rimediato nelle libere del Gp di San Marino che non gli avrebbe permesso di concludere la stagione. Nel 2016 il passaggio nel team Leopard Racing che gli affida una KTM RC 250 GP e il tredicesimo posto finale. Nel 2017 il salto in Moto2 alla guida della Kalex del team di Sito Pons e nel 2018 il passaggio alla Speed Up del team Speed Up Racing con cui ha conquistato la sua prima vittoria in carriera, nel Gp di Catalunya. Un successo replicato in Giappone ma negato dalla squalifica inflitta dalla Direzione Gara a causa della pressione non regolare delle gomme. Uno zero che a fine stagione lo ha costretto ad accontentarsi del decimo posto finale anziché della possibile top five. Lo scorso agosto, alla vigilia del Gp di Gran Bretagna a Silverstone, l’ufficialità dell’ingaggio da parte del team Petronas Yamaha, la nuova squadra satellite della casa di Iwata che dal 2019 prende i due posti in griglia del team Ducati Angel Nieto. Quartararo divide il box con Franco Morbidelli e, per il suo debutto in top class, ha scelto di continuare a correre il 20, il numero con cui ha esordito nel Motomondiale.