“È stretta ma, per qualche motivo, ci sono state grandi battaglie, come la mia con Gibernau, ma anche tra Marquez e Lorenzo”. Così Valentino Rossi, alla viglia del fine settimana sul circuito di Jerez, aveva descritto la curva 13, l’ultima prima del traguardo, che nel 2005 fu teatro della “spallata” del Dottore a Sete Gibernau. Una manovra che otto anni dopo era tornata a infiammare le tribune del circuito andaluso, nell’interpretazione di Marc Marquez che, avrebbe ammesso lo spagnolo, l’aveva studiata dai video del Dottore. A distanza di oltre 12 anni da quel Gp di Spagna, Sete Gibernau – oggi coach di Dani Pedrosa – è tornato sull’episodio, evitando la polemica su una storia che negli anni ha alimentato diverse discussioni.

Sete Gibernau e Valentino Rossi spalla a spalla / MotoGP.com
in foto: Sete Gibernau e Valentino Rossi spalla a spalla / MotoGP.com

Quella gara è stata una delle gare secondo me più forti, sia mia che di Vale – ricorda Sete Gibernau a Sky Sport – Abbiamo girato fortissimo e (dopo la spallata, ndr) sono finito nella sabbia, sono rientrato e ho chiuso secondo, per dire che il terzo era veramente lontano. La gara è stata molto veloce. Quell’anno non abbiamo vinto il mondiale ma è stato uno dei miei anni più forti, con non tanta grande fortuna. Il bello di Valentino è che sempre stato capace a dare il 100% del momento.

Adesso sa che forse sul giro e a vincere le gare gli altri sono più forti ma lui ha la sua forza, la usa molto bene – ha aggiunto – Marquez è forte, Maverick è forte, e io credo che anche Dani sta arrivando forte. Di Dani dipende da lui, dalla sua testa, se ci crede e ha voglia di provarci, può lottare anche lui per il mondiale.

Se cambierei qualcosa? Sì tante, secondo me uno che dice che non vuole cambiare, non vuole imparare. Io ho fatto tante cose fatte bene ma altre no. Si chiama esperienza, peccato che arriva sempre quando sei già forse in un momento in cui non puoi fare niente, però direi di sì, cambierei delle cose.