Rossi a terra dopo lo scontro con Marquez / MotoGP.com
in foto: Rossi a terra dopo lo scontro con Marquez / MotoGP.com

Quella del 2018 avrebbe dovuto essere la stagione della rivincita tra Marc Marquez e Andrea Dovizioso, tra la Honda e la Ducati ma, sebbene la squadra di Borgo Panigale abbia fatto tutto il possibile, i 19 Gp del mondiale MotoGP si sono presto trasformati in un viaggio verso il trionfo del campione di Cervera, capace a 25 anni di conquistare il suo settimo titolo iridato in carriera, il quinto in sei anni in MotoGP. La certezza matematica del titolo è arrivata a Motegi, in Giappone, quando la caduta di Dovizioso nelle battute conclusive del GP, gli ha permesso di festeggiare con tre gare di anticipo e tanto di spalla uscita fuori dalla sede per la pacca rimediata da Scott Redding. Una scena surreale, con Marc sdraiato a bordo pista e suo fratello Alex in grado di risolvere l’imprevisto in pochi istanti. Un inconveniente che si sarebbe ripresentato a Valencia, dopo una caduta nelle qualifiche dell’ultimo round stagionale, per cui Marc è poi finito sotto i ferri dopo i primi test post-campionato di Valencia e Jerez. Sei giorni, quest’ultimi, in vista del 2019 con cui si è definitivamente chiusa la stagione ma, prima di alzare il sipario sull’anno nuovo, ecco i cinque peggiori momenti di quest’ultimo mondiale.

Marquez stende Valentino

Di gran lunga la gara più caotica della stagione è stata quella in Argentina, al Termas de Rio Hondo, con grande confusione già in griglia per la partenza ritardata dopo la decisione collettiva di rientrare ai box per passare a gomme slick su un asfalto non ancora completamente asciutto (ad eccezione di Jack Miller, l’unico pilota ad aver già azzardato le gomme da asciutto) ma soprattutto per la manovra di Marquez che, fatta spegnere la moto sullo schieramento, ha spinto la sua Honda fino a riaccenderla, per poi raggiungere la sua casella destreggiandosi contromano tra le altre moto in griglia. Una mossa penalizzata con un ride through che ha portato lo spagnolo a una furiosa rimonta fino agli scarichi della Yamaha di Valentino Rossi contro cui si è consumato il dramma del weekend. Marquez era evidentemente più veloce del pesarese e, al primo accenno di opportunità, ha tentato l’assalto, infilandosi all’interno. Un sorpasso oltre il limite che ha portato i due al contatto ma, mentre Marquez riusciva a malapena a rimanere sull’asfalto, la gomma anteriore della Yamaha di Valentino finiva sull’erba bagnata, scaricando a terra il pesarese.

Marc al box Yamaha e la sfuriata di Uccio

La manovra con cui Marquez ha steso il Dottore in Argentina era stata sanzionata con 30 secondi di penalità che, di fatto, avevano costretto lo spagnolo fuori dalla zona punti. Tuttavia, dopo il traguardo di quella stessa gara, era arrivato un ulteriore momento di grande tensione quando, insieme al suo manager Emilio Alzamora e il team principal della Honda, Alberto Puig, Marquez aveva raggiunto il box Yamaha per scusarsi con Valentino, finendo per essere sbattuto pubblicamente fuori da Uccio Salucci. “Non venire qui, vai via. Hai anche la faccia di venire qui” la reazione dello storico amico e braccio destro del Dottore. Era stato poi Valentino a sfogarsi con la stampa, etichettando Marquez come “pericoloso” e dicendo di aver “paura di stare in pista con lui”.

Rossi non accetta la stretta di mano di Marquez

Il fattaccio dell’Argentina ha riportato a galla la questione mai risolta del rapporto tra i due storici rivali. A rimettere il dito nella piaga ci hanno pensato i giornalisti che, alla vigilia del weekend di Misano, hanno chiesto allo spagnolo di stringere la mano a Valentino. Marquez, seduto in conferenza stampa accanto al campione di Tavullia, non si era fatto cogliere impreparato: “Stringergli la mano? Perché no” aveva detto il #93 porgendo la sua destra, salvo ricevere il netto rifiuto del Dottore. “Non c’è bisogno di stringersi la mano, per me non c’è nessun problema, non so perché dovremmo riappacificarci” tuonava Rossi, negando con un secco “no” la pronta stretta dello spagnolo. Una reazione, quella di Valentino, da molti ritenuta “coerente” ma da altri – tra cui anche Jorge Lorenzo – etichettata come un capriccio di quelli che fanno i “bambini piccoli”. “Hanno torto entrambi, Valentino perché non dà la mano a Marquez e dice ai suoi tifosi che non dovrebbero fischiare i piloti sul podio. Marc sbaglia perché è troppo influenzato da quello che fa Valentino. Dovrebbe pensare alle sue cose e andare avanti per la sua strada” erano state le parole del maiorchino che non immaginava quanto sarebbe accaduto nel round successivo, ad Aragon.

Lorenzo vs Marquez, scontro tra futuri compagni di squadra

Dal gelo con Valentino alle scintille con Jorge Lorenzo il passo è breve, anzi brevissimo per Marc Marquez che, due settimane più tardi, ad Aragon, si era ritrovato nuovamente al centro delle polemiche per il suo comportamento in pista. Stavolta a farne le spese era stato quello che, già dal Mugello, era stato ufficializzato diventerà il suo futuro compagno di squadra, il solo ad oggi ad essere riuscito a vincere un titolo iridato contro l’alieno spagnolo. Il fine settimana era iniziato nel migliore dei modi per Lorenzo, tra prove libere che lo avevano visto stabilmente nella parte alta della classifica e qualifiche chiuse con una splendida pole position davanti Dovizioso e Marquez. Ma, dopo la partenza, alla staccata della prima curva, Lorenzo si era ritrovato all’esterno, perdendo il controllo della sua Ducati. Un brutto highside per il cinque volte iridato che, finito al centro medico, si era visto diagnosticare una frattura al piede destro e immobilizzare l’arto con bende di gesso. “Mi fa male e sono molto arrabbiato – aveva detto dopo l’incidente – La traiettoria di Marquez non mi ha permesso di entrare in curva, ha fatto una manovra tipo block-pass e sono dovuto andare largo, finendo nella zona sporca. Quando ho aperto il gas, mi è partito il posteriore. Spero solo che venga a chiedermi scusa, per sapere come sto e soprattutto per dirmi che non lo farà di nuovo, perché altrimenti vorrà dire che guida in un modo che non mi piace”. Scuse che, all’indomani del Gran Premio, Jorge aveva rivelato di aver ricevuto con una telefonata. “L’ho chiamato lunedì – aveva confermato anche Marc – Volevo sapere come stava e quali erano le sue condizioni. Mi dispiace perché si è fatto male ma, sulla sua caduta alla prima curva, lui ha la sua opinione e io la mia, per cui non perdo altro tempo a parlarne”.

Il gesto di Romano Fenati

MotoGP e non solo, visto che la pagina più nera della stagione conclusa riguarda la Moto2 e il gesto irresponsabile di Romano Fenati nel GP di Misano. Le scuse del pilota ascolano per lo scatto di rabbia che gli ha fatto tirare la leva del freno di Stefano Manzi mentre i due sfrecciavano a 200 km/h erano servite a ben poco dopo la gara, tra squalifiche e licenziamenti che lo hanno allontanato dal campionato ma che soprattutto lo hanno portato a riflettere sul suo comportamento e carattere. “La mia intenzione non era quella di non fare del male” aveva scritto Fenati all’indomani della vicenda. “Purtroppo è vero, ho un carattere impulsivo ma volevo fargli capire che quello che stava facendo era pericoloso e che anche io avrei potuto fare delle scorrettezze come lui le aveva appena fatte a me. Non voglio giustificarmi, perché so bene che il mio gesto non è giustificabile, voglio solo scusarmi con tutti. Ho fatto un gesto inqualificabile, non sono stato un uomo”. Ma, dopo essere finito nell’occhio del ciclone, nel 2019 Fenati avrà una seconda chance in Moto3, dove tornerà a correre a tempo pieno con il team 0, la nuova struttura messa in piedi dal team Snipers che lo aveva licenziato, un’opportunità che ci si augura che Romano sappia sfruttare al meglio con la consapevolezza che quanto accaduto appartiene al “vecchio” Fenati.