in foto: Marc Marquez, 24 anni / @Box_Repsol

Lo aveva confessato a caldo, con in testa la corona del sesto titolo iridato, provando a spiegare il brivido che gli ha attraversato la schiena quando a 7 giri dal traguardo del Gp di Valencia ha rischiato di cadere. “Questo gomito mi ha dato il campionato. Quando stavo scivolando mi sono detto ‘Non lascio la moto per nessun motivo’ perché sapevo che, se l’avessi recuperata prima di arrivare nella ghiaia, avrei potuto tornare in pista”. Le parole di Marc Marquez nel raccontare quegli istanti che nella finalissima contro Andrea Dovizioso gli hanno consegnato il mondiale ora trovano sostegno nei dati della telemetria della sua moto, resa nota dal team Repsol Honda.

Salvataggio a 64 gradi di piega.

I numeri raccontano una manovra da funambolo, a conferma di un’attitudine quasi naturale che, dopo il nomignolo di ‘Marcziano’, nel 2017 gli sono valsi anche l’appellativo di ‘Uomo Gatto’, visto il record personale di cadute, 27 (e mezzo con l’incredibile salvataggio di Valencia) rimediate in questa stagione. Emerge, infatti, che alla fine del rettilineo principale, nel sorpassare la Yamaha di Johann Zarco, Marquez ha staccato 30 metri più avanti del solito, entrando in curva 1 a 153 km/h. “Ho sentito la sua moto vicina e mi sono detto ‘Stacco un po’ più tardi, con una scivolatina”. Scivolatina… che tanto piccola non è stata, dal momento che lo spagnolo ha percorso oltre 50 metri con l’anteriore chiuso. Angolo di piega? 64 gradi, ritratto di acrobazia che si è guadagnata un sacco di condivisioni sui social. E lo stesso Davide Tardozzi, rivedendo il video della scivolata, ha parlato di “fenomeno” al netto di un mondiale che la Ducati ha tenuto aperto fino alla fine.

Marquez' style fino alla fine.

Anomalie di un campione che cerca di mantenere la calma, salvo poi sentir scattare la molla del Marquez’ style e decidere di spingere oltre limiti che, evidentemente, sfuggono anche alla male sorte. Proprio lo spagnolo, durante a festa per il titolo nella sua Cervera, è ritornato sull’episodio: “Il team mi aveva detto di non esagerare, ma non ce l’ho fatta, è qualcosa che è nel mio Dna. Mi sono aiutato con il ginocchio, ho lasciato il freno e poi l’anteriore chiuso, pensando ‘Addio, cado!” Ma poi ho appoggiato il gomito, fatto leva con il braccio e il ginocchio, e penso anche con l’aiuto dei tifosi, e ho ripreso la moto”.