La MotoGP chiude i battenti con una gara divisa in due manche condizionata dal violento acquazzone abbattutosi sul circuito spagnolo. A trionfare a Valencia è un perfetto Andrea Dovizioso che precede la Suzuki di Alex Rins e la Ktm di un sorprendente Pol Espargarò (scivolato e rientrato nei primi giri di gara). Quarto uno splendido Michele Pirro con la Ducati privata che si mette alle spalle un Dani Pedrosa all'ultima gara della sua carriera nel Motomondiale. Tra le vittime della pioggia nella prima manche prima della bandiera rossa anche Marc Marquez e Maverick Vinales, mentre Valentino Rossi dopo una splendida rimonta paga dazio all'acqua a quattro giri dal termine quando si trovava in seconda posizione all'inseguimento del connazionale leader della corsa.  Tante dunque le emozioni regalate da questo GP della Comunità Valenciana, andiamo adesso a vedere il meglio e il peggio di questa gara conclusiva della MotoGP 2018.

Top, chi può sorridere e perché

Rossi: un'impresa sfumata sul finale

Partire sedicesimo e ritrovarsi a metà gara in lotta con Rins e Dovizioso per la vittoria mentre gli avversari faticano a stare in piedi è già di per sé un'impresa magnifica. In "gara-2" poi dopo una (ri)partenza in sordina a otto giri dal termine l'eterno Valentino Rossi decide di rompere gli indugi per andare a caccia di Dovizioso e di una vittoria che manca ormai da oltre un anno e mezzo. Purtroppo viene tradito dalla curva 12 quando i giri per concludere la gara erano appena quattro.

Dovizioso perfetto

Pioggia o asciutto per Andrea Dovizioso cambia poco, lui c'è sempre, concentrato e attento come pochi, ma sempre proiettato verso la vittoria. Quella vittoria che centrerà dominando poi "gara-2" con un ritmo che nessun altro riuscirà a tenere. Nota di merito anche per la lucidità con cui alza il braccio per chiedere la sospensione della gara nonostante avesse appena preso la testa della corsa.

Rins, la prima vittoria arriverà presto

Giusto epilogo di stagione per lo spagnolo Alex Rins, forse il pilota che, soliti noti a parte, maggiormente ha impressionato in questa stagione. Difatti, è l'alfiere della Suzuki il grande protagonista di questo ultimo GP che chiude il campionato mondiale: pioggia, sole, bagnato o asciutto, per lui non fa alcuna differenza. Unico obiettivo: centrare la prima vittoria nella classe regina.  A Valencia non è arrivata, ma siamo sicuri che non ci vorrà molto per vederlo tagliare il traguardo davanti a tutti.

Flop, cosa dimenticare e in fretta

Vinales si scioglie con l'acqua

La pioggia e l'asfalto bagnato non sono certo amici di Maverick Vinales che dopo la pole conquistata al sabato sull'asciutto, parte discretamente per poi crollare giro dopo giro facendosi superare da tutti i migliori, compreso il compagno di squadra Valentino Rossi che partiva dalla sedicesima casella per poi finire fuori prima della bandiera rossa. Finale che rispecchia la stagione del catalano da mettere immediatamente alle spalle per lui come per la Yamaha.

Petrucci e Miller, gli "anfibi" traditi dalla pioggia

Rispetto a tutti gli altri team quello Pramac esulta quando le previsioni metereologiche danno pioggia per la gara. Nulla di strano se nella tua feretra hai due piloti anfibi come Danilo Petrucci e Jack Miller. Il fatto che entrambi siano stati traditi proprio dall'asfalto bagnato non può che essere una mazzata del tutto inattesa.

Niente gioia per Iannone

Stesso discorso fatto per i piloti Pramac può tornare buono anche per Andrea Iannone, tradito anch'esso, come tanti altri (il campione del mondo in carica Marc Marquez compreso), dalla pioggia. Come aggravante per l'abruzzese il fatto che mentre lui veleggiava a centro gruppo il compagno di squadra Alex Rins con l'altra Suzuki spartiva le acque davanti a tutti.