Continua a fare la modella ma ha deciso di chiudere l’esperienza con la MotoGP: si chiama Erika Tiburzi, è originaria di Montefalco, in provincia di Perugia, ha 26 anni e fa l’ombrellina da quando ne aveva 18. Mora, sguardo magnetico e curve mozzafiato, in questi anni Erika ha lavorato per i principali team del Motomondiale, in Italia e all’estero, sui più bei circuiti del mondo fino alla tappa di un paio di domeniche fa al Mugello.

Erika: "Non potevo chiudere in modo migliore"

A far scattare quella molla, la pole position di Valentino Rossi, 65 pole in carriera per il Dottore, la settima al Mugello a due anni di distanza dall’ultima partenza al palo conquistata al Gp d’Italia. Una pole che “quando mi ricapita più al Mugello” aveva detto Valentino, parole che evidentemente hanno più significati per la bella modella perugina. “Ho deciso di chiudere l’esperienza con la Moto GP in bellezza, in pole position con Valentino Rossi” racconta in un’intervista Tuttoggi.info.Ho viaggiato per gli autodromi più belli del mondo fino alla tappa del Mugello lo scorso 3 giugno. L’ultima della mia carriera. La Yamaha mi ha chiesto di lavorare anche in occasione del Gran Premio di San Marino che si disputerà a Settembre all’Autodromo di Misano Adriatico ma ho deciso di fermarmi qui e non potevo concludere nel modo migliore”.

Erika ha lavorato per tantissimi team, con Aprilia e Yamaha ma “stare accanto a lui, lì davanti, è stata un’emozione unica.  È fantastico, un ragazzo carinissimo, cordiale che a differenza di altri piloti dà confidenza anche a noi ombrelline” confessa di Valentino Rossi. Fare l’ombrellina non è però solo quei pochi minuti prima della gara ma “due giorni lavorativi pieni, vissuti intensamente tra hospitality, paddock e pitlane, tra uno shooting e l’altro, prima di scendere in griglia di partenza. Si sta sempre in movimento ma si guadagna bene e ci si diverte”. Infine una battuta su quanto accaduto in Formula 1, dove la presenza delle ragazze in griglia  è stata ritenuta in contrasto con le norme sociali: “Io credo si tratti solo di una presa di posizione, peraltro inutile. Io sono sempre stata trattata con i guanti in tutti questi anni e non mi sono mai sentita svalutata come donna per il lavoro che ho fatto. E poi… quale miglior binomio se non “donne e motori”?”.