Jorge Lorenzo / Getty
in foto: Jorge Lorenzo / Getty

Inizia ufficialmente oggi il nuovo capitolo di Jorge Lorenzo in MotoGP. Il campione maiorchino dopo nove stagioni, tre titoli mondiali e 41 vittorie in Yamaha dice addio alla factory giapponese e approda in Ducati. Secondo quanto riporta Gazzetta dello Sport, l’annuncio di Borgo Panigale arriverà oggi. Dal 2017 il numero 99 del mondiale sarà in sella a una delle due Desmosedici GP, una Ducati molto diversa da quella che Valentino Rossi trovo nel 2011 (il pesarese colse solo 3 podi nel biennio) e con cui puntare all’alloro iridato, titolo che fino ad oggi è stato colto solo da Casey Stoner nel 2007. Appannaggio dell’australiano anche l’ultima vittoria di una Rossa in un Gp, nella “sua” Phillip Island, nel 2010. A sei anni da quell’ultimo trionfo, Stoner è collaudatore d’eccezione di Ducati che, oltre al maiorchino, dalla prossima stagione schiererà uno dei due Andrea, Iannone o Dovizioso, che durante questa stagione si giocheranno a suon di risultati l’ultima sella rimasta.

Per Lorenzo in Ducati non solo un tappeto rosso e un contratto multimilionario (25 milioni in 2 anni) ma la sfida di riuscire nell’impresa non riuscita al Dottore, una motivazione extra per il cinque volte iridato del Motomondiale, convinto dal lavoro fatto da Gigi Dall’Igna su una Desmosedici costantemente davanti e in grado di giocarsi il podio, compreso quel gradino più alto che manca ormai da 6 anni.

Con Lorenzo in Ducati, entra nel vivo il mercato piloti. Yamaha dovrà rimpiazzare il compagno di squadra di Valentino Rossi, e potrebbe essere uno dei due ducatisti a ereditare la sella del maiorchino. In cima alla lista dei desideri di Iwata, c’è però Maverick Vinales, il 21enne della Suzuki, un talento cristallino per il quale anche il pesarese non aveva lesinato apprezzamenti. Un piano B per cui la Yamaha si era già portata avanti, contattando lo spagnolo che nel frattempo si è già separato dal suo manager, Aki Ajo, per affidarsi all’avvocato spagnolo Paco Sanchez che in passato ha già orchestrato il passaggio di Pol Espargaro alla Yamaha Tech 3 in MotoGP.