È stato un debutto tutt’altro che da sogno quello di Jorge Lorenzo con la Honda. Il campione maiorchino lascia il Qatar con il 13° posto, tre punti iridati ma anche un paio di cadute che non lo hanno di certo aiutato. Limitato da un dolore persistente alla schiena e alla spalla dopo il brutto incidente nelle Fp3, Lorenzo non è riuscito a passare in Q2, per cui si è ritrovato 15° in griglia, gestendo una gara di complicata.

“Quando muovo la spalla, sento un crack”

È stata una gara di sopravvivenza per tutti, molto lenta, ma senza la caduta credo che sarei partito in seconda o terza fila e con molta più forza fisica” dice Lorenzo che – sfortuna a parte (Jorge è reduce da un periodo di convalescenza dopo gli infortuni di Aragon e in Thailandia, ma soprattutto dalla frattura allo scafoide del polso sinistro rimediata in un allenamento alla fine di gennaio) – ha spiegato di aver faticato non solo con le condizioni ma anche con un problema alla frizione. “Abbiamo cambiato il sistema della frizione ma ha iniziato a slittare durante il warm up e poi l’ha fatto anche nei primi tre giri della gara, e questo mi ha fatto perdere posizioni nelle prime fasi. Dovevo chiudere il gas per non bruciarla e ho perso diversi secondi che non mi hanno permesso di risalire in top ten. Ma il mio potenziale era migliore del 13° posto”.

Jorge Lorenzo / Repsol Honda
in foto: Jorge Lorenzo / Repsol Honda

Nonostante questa prima gara difficile, Lorenzo rimane ottimista riguardo al suo adattamento alla Honda (“Se non avremo sfortuna, i risultati arriveranno molto presto”) ma preoccupato per la forma fisica che spera di recuperare in vista della prossima gara in Argentina, tra tre settimane. “La caduta nelle Fp3 è stata molto dura – ha sottolineato Jorge – Mi preoccupa un po’ la schiena, perché sono caduto sul lato e l’impatto è stato molto duro. Ho dolori in tre o quattro parti del corpo, specialmente alla spalla, e quando faccio certi movimenti, sento un ‘crack’. Farò altri controlli e spero di non avere nulla di rotto in modo da poter arrivare in Argentina in condizioni migliori con il fisico e tutto il resto. Abbiamo trovato una buona ergonomia grazie al nuovo sedile in gomma e magari avremo altre modifiche. Ci stiamo avvicinando a quello che cerco ma credo che avrò bisogno di un altro paio di gare per sistemare davvero tutto”.