Il GP del Giappone consegna Marc Marquez alla storia: con la vittoria della gara di Motegi il pilota della Honda mette il suo sigillo sul settimo titolo iridato in carriera, laureandosi campione del mondo 2018 con tre gare di anticipo, quinto alloro in sei stagioni di MotoGp dopo quelli raccolti nel 2013, 2014, 2016 e 2017. “Livello 7 raggiunto? È una cosa a cui non ho pensato subito – ha detto a caldo il campione di Cervera parlando delle grafiche per i festeggiamenti del titolo iridato – Non so se è un’idea del fan club, o del mio designer o di mio fratello, devo chiedere. Sono molto contento perché dopo Aragon ho iniziato a vedere che il titolo era vicino. Mi sono detto proviamo a vincercelo al primo match point e lo abbiamo fatto. Sicuramente riuscirci qui è molto importante per la Honda, contento come è andato tutto il weekend”.

Marc: "Contento, peccato per Dovi"

"La gara è stata come l’avevo immaginata – prosegue ai microfoni di Sky SportVolevo fare una buona partenza e un buon primo giro, e al primo giro eravamo dietro a Dovizioso, questo era l’obiettivo. Poi sono stato dietro a lui e cercato il feeling con la moto. E poi, quando mancavano nove giri alla fine, ho provato l’attacco. Ci ho provato, ho sbagliato e Dovi mi ha ripassato. Poi ho fatto il secondo attacco, Dovi per sfortuna è caduto. Mi sarebbe piaciuto essere con lui sul podio perché sono state belle battaglie. Ma sono contento perché questa stagione è stata molto bella. La strategia di questo anno è stata quella con cui ha guidato lo scorso anno Andrea. Ho imparato tanto da lui l’anno scorso e anche quest’anno. È molto bravo e penso che il suo livello sia molto alto. Credo che anche il prossimo anno continueremo con le battaglie fino alla fine”.

Marc Marquez a terra mentre il fratello Alex gli rimette la spalla in sede / MotoGP.com
in foto: Marc Marquez a terra mentre il fratello Alex gli rimette la spalla in sede / MotoGP.com

Che ultime tre gare saranno? Più di questo non posso rischiare, ho rischiato e si è visto anche oggi. Andiamo al limite, sia io come Andrea. In questa seconda parte di stagione noi due con Jorge Lorenzo eravamo un passo davanti a tutti. Si è visto anche oggi, ma il team mi ha già detto: ‘Hai vinto te ma il titolo team e costruttori ancora no”. Proveremo a fare belle gare, adesso arrivano circuitI come Phillip Island e Valencia che mi piacciono tanto. Festeggiamenti? Non so, sicuramente festeggeremo qui, in Australia e Malesia e poi quando torneremo nel mio paese, e anche a Valencia”.

"Mi è pure uscita la spalla, ma sono contento"

Cosa ho pensato quando mi hanno segnalato la caduta di Dovizioso? È stato un bel giro ma anche il più difficile, già alla prima curva ho sbagliato marcia, poi anche alla seconda, era difficile rimanere concentrati. Ma è stato un giro molto bello e lungo e alla fine ho festeggiato. Ah – ricorda improvvisamente Marquez – mi è pure uscita la spalla. Quando mi sono sdraiato a terra la spalla era fuori. Dopo il traguardo ho abbracciato Redding e mi è uscita la spalla sinistra. Mio fratello Alex me l’ha rimessa dentro e abbiamo continuato a festeggiare. Dovrò fare un’operazione, a fine stagione, ma adesso non c’è tempo. Domani sicuramente farà un po’ male, ma adesso siamo a postoA chi ho pensato quando ho alzato le braccia al cielo? Nei momenti felici, mi ricordo sempre di mia nonna che non c’è più, penso a tutta la mia famiglia e a mio nonno che è a casa. E poi il team, i fan e tutto il pubblico, il mio allenatore… Io sono qui, ho vinto io ma ho tanta gente dietro che mi aiuta, senza di loro tutto questo non si potrebbe fare”.