Altra vittoria di Marc Marquez, la terza consecutiva per il campione della Honda, la numero 38 in top class con cui lo spagnolo eguaglia Casey Stoner nel numero di vittorie in top class, diventando il quinto pilota più vincente della storia della MotoGP. Inarrestabile, anche su un circuito come Le Mans che, come anche Jerez, sulla carta non è mai stato favorevole alla Honda, in una domenica che segna pesantemente il campionato, in particolare per Andrea Dovizioso che al quinto giro, nel momento in cui era riuscito a mettere la sua Ducati davanti a quella di Jorge Lorenzo, è arrivato leggermente lungo alla curva 6, finendo a terra. Un errore difficile da accettare per DesmoDovi che si traduce nel secondo zero di fila e un ritardo in campionato di 49 lunghezze su Marquez. Per el Cabroncito il successo significa invece 36 punti di vantaggio sul primo inseguitore, Maverick Vinales, che con la Yamaha a Le Mans ha pagato più di 20 secondi di ritardo.

Selfie per Marquez, Petrucci e Rossi sul podio di Le Mans / MotoGP.com
in foto: Selfie per Marquez, Petrucci e Rossi sul podio di Le Mans / MotoGP.com

Rossi salva la Yamaha ma non basta

In quella che avrebbe dovuto essere la giornata di Zarco, a salvare la Yamaha è Valentino Rossi, terzo al traguardo alle spalle di un grandissimo Danilo Petrucci al primo podio stagionale. Un risultato assolutamente insperato alla vigilia della gara ma che solo in parte riporta il sorriso sul volto del pesarese. Le moto di Iwata non vincono da 15 gare, dal Gp d’Olanda ad Assen di oltre dieci mesi fa, quando era proprio Rossi a salire sul gradino del podio, un digiuno che per il Dottore equivale alla striscia negativa più lunga dal 2004, cioè quando è arrivato alla Yamaha. Ad ogni modo punti importanti, considerate le circostante e anche le cadute dei diretti rivali, ma che non basta per lottare con i migliori in ottica campionato. Ora il pesarese è quarto in classifica a 39 punti dalla vetta, subito dietro alle Yamaha di Vinales e Zarco che lo precedono rispettivamente di solo 3 e 2 punti. Una situazione che in apparenza sembra confermare le Yamaha quale seconda forza nel mondiale ma che in realtà nasconde le difficoltà che la M1 si trascina dalla passata stagione. Lo confermano le parole di Valentino dopo la gara, quando dice che si augura che il podio possa essere una spinta "per far lavorare la Yamaha", così come Vinales che dopo un opaco settimo posto è tornato a puntare il dito sullo sviluppo della M1. Tra quindici giorni sarà la volta del Gp del Mugello, gara di casa per Rossi e i piloti italiani, altra pista dove la Honda in passato ha faticato ma, viste le premesse, sembra già difficile prevedere un verdetto sfavorevole per il campione spagnolo.