La MotoGp è pronta a ripartire da Phillip Island per il Gp d’Austrialia con il titolo piloti nelle mani di Marc Marquez che domenica scorsa, sul circuito di Motegi, in Giappone, ha messo il suo sigillo sul terzo titolo di fila, il settimo in carriera. “Sicuramente sono molto felice, adesso mi sento diversoha premesso il campione Honda aprendo la consueta conferenza stampa del giovedì – . Non ho avuto molto tempo per festeggiare. Naturalmente abbiamo festeggiato con il team e lunedì mattina ero in fabbrica perché volevo salutare gli ingegneri e tutti. Ma sicuramente festeggeremo, adesso dobbiamo concentrarci sul fine settimana di Phillip Island e su questa gara. Forse dopo la Malesia avremo tempo per festeggiare per bene, con gli amici e con tutto il team, dopo Valencia. La tattica è cercare di rimanere concentrato. Tre vittorie e due cadute in gara a Phillip Island? Nel 2014 a Motegi ho vinto il campionato del mondo e sono arrivato qui che sentivo di poter fare qualsiasi cosa, e poi sono caduto in gara. Nel 2016 mi sentivo diversamente ma sono comunque caduto, scivolando in gara, per cui questa volta dovrò controllarmi per tutto il weekend. È una pista che mi piace, mi sento più rilassato, ma cercherò di avere un approccio giusto per cominciare a provare qualcosa anche per la stagione 2019”.

Marquez: “In Honda… tutta la vita"

Il Presidente della Honda ha detto che vorrebbe che fossi un pilota Honda a vita? Possiamo parlarne, nessun problema… – ride il campione di Cervera – Mi sono sempre sentito bene con la Honda e con tutto il team, e quando va tutto bene, è importante. Da quando sono arrivato in Honda siamo insieme alla factory in uno dei momenti migliori, a livello della nostra storia. Abbiamo potuto e possiamo dimostrare il nostro livello in pista, ho un buon feeling e mi sento bene, e quando tutto va bene bisogna continuare allo stesso modo. Se c’è una cosa che non so fare? Sono molte, ad esempio martedì stavamo giocando a ping pong e tutti i meccanici mi hanno battuto. I meccanici mi battono in tantissime cose…”. Infine, sulla posizione in cui chiuderà il weekend, alla domanda di Cal Crutchlow, siparietto con il compagno di marca. “Se ci prendono tutti, paga la MotoGP. 10.000 a pilota se azzeccano tutti” dice il britannico. “E tu? Hai una percentuale? – gli chiede lo spagnolo – Comunque primo, vorrei vincere la gara”.

Valentino Rossi e Marc Marquez durante la conferenza stampa pre–evento a Phillip Island /Motogp.com
in foto: Valentino Rossi e Marc Marquez durante la conferenza stampa pre–evento a Phillip Island /Motogp.com

Rossi a -9 da Dovizioso

Phillip Island è uno dei migliori circuiti un po’ per tutti – dice Valentino Rossi che arriva in Australia con 9 punti di ritardo da Andrea Dovizioso, secondo in campionato. “Le condizioni meteo sono molto importanti perché possono essere un po’ difficili e speriamo di avere bel tempo per domenica. L’anno scorso sono stato abbastanza forte ed entrambe le Yamaha sono arrivate sul podio per cui, a quanto pare, è una buona pista per la M1 ma da un anno all’altro le cose cambiano. Bisognerà già da domani mattina cercare di lavorare duro perché qui è molto importante avere un buon assetto per essere competitivi e poter lottare per il podio. Per me Phillip Island è un circuito unico: ci sono altri tracciati in cui puoi essere veloce a livello di velocità media alta, qui invece le curve sono molto veloci e ci sono molti cambi di direzione ad alta velocità. Per cui è molto impegnativo a livello fisico, è un circuito che dà sulla sinistra ma abbiamo anche delle curve veloci sulla destra, per cui bisogna gestire bene anche le gomme e la temperatura. È un circuito particolare.

Vale: "Marquez? Il suo punto di forza è la costanza"

In cosa Marquez fa la differenza? Penso che il punto di forza principale è che è sempre forte: a volte, in diverse condizioni, su tracciati, ci sono altri piloti che possono essere forti come lui ma non riescono a mantenere lo stesso livello di consistenza. Il suo limite e se un giorno cambierà moto e team? Quale sia il suo limite è difficile da dire, sinceramente non lo so. Per quanto riguarda il futuro, il fatto di cambiare moto è una cosa personale. Non devi cambiare moto, bisogna sentirlo. Se lui si sente bene con il team e vorrà fare tutta la carriera con la Honda, può tranquillamente farlo, dipenderà da lui. Ovviamente è una scelta personale, legata a quello che senti, al tuo feeling, a quella che è la motivazione. Ma credo che ognuno abbia il suo approccio”. Poi una domanda su suo padre Graziano. “Se prima di fare il pilota mio papà faceva l’insegnante? Graziato ha studiato e finito la scuola per essere insegnante, ma non ha mai insegnato. Comunque io ho imparato tantissimo da mio padre, perché ha un carattere molto particolare, soprattutto la sua gioia e il fatto che si voglia sempre divertire, cercare di essere serio e dare sempre il massimo.

Se, da nonno Valentino, potessi raccontare una storia ai miei nipoti, quale migliore battaglia della mia carriera sceglierei? Ho una lunga carriera, quindi ne ho molte, che ricordo con piacere. Difficile da scegliere, probabilmente sarebbe la battaglia con Lorenzo a Barcellona nel 2009. Ho cominciato dal venerdì mattina a lottare per la pole position, per la prima posizione nel warm up e lottare durante tutta la gara fino all’ultima curva. Penso che questa sia stata la migliore battaglia anche perché eravamo a un livello molto simile. Per cui, c’era una volta, a Barcellona… In che posizione vorrei chiudere la gara? Secondo”.