Dani Pedrosa / Getty Images
in foto: Dani Pedrosa / Getty Images

La parola ritiro, la più difficile da pronunciare per uno sportivo, è arrivata oggi pomeriggio al Sachsenring da Dani Pedrosa. Lo spagnolo ha annunciato che dirà addio alla MotoGP a fine stagione, per cui quello di Valencia sarà il suo ultimo Gp da pilota ufficiale HRC. Dopo 18 stagioni, il veterano di Sabadell lascia il mondiale con tre titoli iridati, due in 250 e uno in 125, e almeno 54 vittorie (come Mick Doohan) di cui 31 in top class. Oltre al primato di stagioni consecutive con almeno una vittoria, 16 stagioni, record assoluto strappato lo scorso anno a Jerez dalle mani di Valentino Rossi (15 stagioni).

Pedrosa: "Non vivo più le gare come prima"

"Vorrei annunciare che l’anno prossimo non competerò in MotoGp e questo vuol dire che la mia carriera in MotoGp finirà a fine stagione" la parole dello spagnolo in conferenza stampa. "Questa decisione arriva da un lungo processo in cui ho pensato a lungo e si tratta di una decisione complessa. Questo è lo sport che amo ma nonostante tutte le buone opportunità di continuare a correre, sento di non vivere più le gare quella intensità che mi contraddistingueva prima. E ora direi che nella mia vita si sono affermate nuove priorità. Vorrei dire che mi sento fortunatissimo di aver fatto questa esperienza, un’opportunità straordinaria di cui ho potuto godere nella vita. È stata una esperienza incredibile, una vita fatta di gare con un team così importante, gare davanti a tutti i miei fan e posso affermare di aver raggiunto molti più successi di quanto mi aspettassi e sono orgogliosissimo di tutto quello che ho fatto in questo sport.

Ho realizzato il mio sogno, di diventare un pilota e un campione, non me lo aspettavo affatto quando ero ragazzino e guardavo le gare del Motomondiale in tv. Vorrei approfittare di questo momento per ringraziare anche Honda e anche Movistar, la Repsol. l’Alpinestar e tutti gli sponsor che mi hanno accompagnato nella mia carriera. Infine vorrei ringraziare la mia famiglia che oggi è qui riunita e tutti i miei fan che mi hanno accompagnato durante la carriera. Ora si apre un capitolo nuovo della mia vita e vedremo cosa succederà”. A prendere la parola è stato poi il ceo di Dorna, Carmelo Ezpeleta, che ha ricordato gli esordi di Pedrosa nel mondiale e comunicato che lo spagnolo verrà nominato leggenda delle MotoGp in occasione del Gp di Valencia.

Emozione sul volto di Pedrosa, 32 anni (compirà 33 anni il 29 settembre) per cui quella del ritiro è una decisione maturata nelle ultime settimane, dopo aver esplorato anche l’opzione di continuare a correre con il nuovo team Sic Yamaha e una M1 semi-ufficiale. Ipotesi sulla quale sono sorti molti dubbi, principalmente tecnici, considerato che Pedrosa ha corso tutta la sua carriera MotoGP nel team ufficiale Repsol Honda e che, per quanto la sua futura Yamaha potesse essere vicina a quelle di Valentino Rossi e Maverick Vinales, sarebbe sempre stata comunque una moto satellite. C’era poi anche l’incognita di Ramon Forcada, attuale capotecnico di Vinales che inizialmente era stato chiesto da Pedrosa nel caso lo spagnolo avesse deciso di continuare, ma che sul tavolo ha un’offerta di Rossi e una della Yamaha per seguire Franco Morbidelli nel nuovo team satellite Sic-Petronas. Questioni che hanno fatto optare Pedrosa per il passo più complicato, una scelta che, dopo i diversi infortuni che hanno segnato la sua carriera, si era prospettata più volte ma alla quale il veterano di Sabadell aveva reagito, con coraggio, rialzandosi a ogni caduta. In dieci delle tredici stagioni in MotoGP, Pedrosa ha rimediato almeno un infortunio, finendo sotto i ferri anche quest’anno, dopo la frattura alla mano rimediata nel duro sorpasso subito da Zarco in Argentina.

Per Dani, che lascerà il posto a Jorge Lorenzo, resta il rimpianto di non aver conquistato un titolo in MotoGP, spesso sfumato nella lotta contro compagni di squadra come Nicky Hayden, Casey Stoner e non da ultimo Marc Marquez. Fuori dalla top five solo una volta dal 2006, anno del suo debutto in MotoGP, nessuno come lui ha raggiunto tali numeri senza laurearsi campione, Camomillo ammirato per il suo stile di guida e la sua corporatura, 160 cm di altezza per 51 kg di peso. Aspetti che ora possono servire a renderlo un ottimo tester per la Honda, evitando che così tanta esperienza vada a favore di rivali pronti ad accoglierlo a braccia aperte.