MotoGP Phillip Island, flag to flag con l’asciutto per il caos gomme

L’abrasività del nuovo tracciato di Phillip Island ha messo in ginocchio gli pneumatici Bridgestone. Sia la mescola extra dura che la dura portate in Australia soffrono del blistering, il fenomeno per cui dal surriscaldamento dovuto all’alto grip ne derivano minuscole bollicine che vanno a deteriorare lo pneumatico stesso. Un caso che a Phillip Island la Direzione gara si è trovata costretta ad arginare con alcune decisioni in merito alla durata e modalità della gara di domani. Se da un lato la Bridgestone ha invitato i piloti a non utilizzare la mescola morbida in gara, nonostante in molti si fossero detti più contenti proprio di quella, la Direzione gara indica chiaramente quale mescola scegliere e il ricorso al cambio moto tipico delle wet race.
Le decisioni per la gara – La Direzione Gara per arginare il problema gomme e garantire la sicurezza dei piloti, ha comunicato che la gara della MotoGP di Phillip Island verrà ridotta in numero di giri, 26 rispetto ai 27 previsti, e verrà adottata la regola del flag to flag, il comportamento in caso di gara bagnata che permette ai piloti di tornare ai box per poi rientrare in pista con la seconda moto dotata di gomme rain. Nel caso di Phillip Island il rientro con la seconda moto non potrà avvenire prima del giro 12 e non oltre il giro 14, quali limiti massimi per effettuare il cambio previsto. Ai piloti sulle moto Factory e Satellite è espressamente richiesto di montare la mescola “hard” B51DR, mentre per i piloti della CRT l’opzione è “hard” B50DR. La zona di limite di velocità in entrata e uscita dalla pit lane sarà estesa sia in entrata che in uscita e sarà delineata da una linea bianca. Il superamento di questa linea sarà sanzionato. Situazione diversa per la classe intermedia, la cui gara, invece, verrà dimezzata in numero di giri, passando dai 24 previsti a soli 13 passaggi. Una decisione presa dopo che la Dunlop ha fatto richiesta formale alla Direzione Gara.