Tito Rabat all’Ospedale Dexeus di Barcellona / MotoGP.com
in foto: Tito Rabat all’Ospedale Dexeus di Barcellona / MotoGP.com

Il peggio sembra ormai passato ma il terribile incidente nel quale è rimasto coinvolto a Silverstone è ancora ben impresso nella testa di Tito Rabat. Il pilota del team Avintia è caduto alla curva Stowe nel corso del quarto e ultimo turno di libere del Gp di Gran Bretagna quando, mentre provava a rialzarsi per raggiungere la via d’uscita, è stato violentemente colpito dalla moto di Franco Morbidelli, finito a terra nello stesso punto pochi istanti dopo. Un brutto impatto che a Rabat è costato fratture multiple scomposte ed esposte di femore, tibia e perone della gamba destra per le quali è stato trasportato in elisoccorso all’ospedale di Cowentry e operato d’urgenza. Un intervento perfettamente riuscito in seguito al quale è stato poi trasferito all’ospedale Dexeus di Barcellona.

Rabat: "Ho perso molto sangue"

Lo spagnolo, in una conferenza stampa alla quale hanno preso parte anche il dott. Xavier Mir, il dott. Angel Charte e il dott. Ignacio Ginebreda, Rabat ha rassicurato sulle sue condizioni, mostrando apertamente la gamba infortunata. “Mi sento molto meglio” ha ammesso il pilota. “Sento molto dolore ma la situazione sta migliorando giorno dopo giorno e adesso mi sento pronto per recuperare il più velocemente possibile e con l'energia per farlo”. Ripensando poi all’incidente e alle conseguenze, ha aggiunto: “Mi ricordo di Rins che si sbracciava per avvisarmi di spostarmi e ho visto poi la moto di Morbidelli che arrivava molto velocemente nella mia direzione. Per fortuna ero in piedi, altrimenti sarebbe stato anche peggio. La cosa più brutta è stata il dolore, che praticamente non mi ha nemmeno lasciato dormire. Non ho mai pensato di correre il rischio di perdere la gamba, ma mi sono spaventato molto quando l’ho vista subito dopo l’incidente: era storta come una “S” e ho perso tanto sangue”.

"Morbidelli? Non mi ha neppure chiamato"

Rabat ha anche raccontato di aver ricevuto tanti messaggi di pronta guarigione e diverse chiamate da colleghi e addetti ai lavori anche se, tra questi, è mancato proprio Morbidelli che non gli avrebbe fatto neppure una telefonata. “È stato uno dei pochi a non avermi chiamato, ma non fa niente” ha ammesso Rabat riferendosi al giovane talento della VR46 di Valentino Rossi. Per quanto riguarda invece la prognosi, né il team Avintia Ducati – che a Misano sostituirà lo spagnolo con il francese Cristophe Ponsson – né gli specialisti del nosocomio catalano hanno chiarito quanto Tito potrà tornare in sella. “Dovremo considerare tutti i rischi e stabilire di conseguenza quando potrà tornare in azione – ha dichiarato il dottor Ginebreda – potrebbe tornare prima che le fratture siano completamente a posto, ma bisogna mettere in conto tutti i rischi del caso”.