Scott Redding non sarà tra i piloti sulla griglia di partenza della nuova stagione MotoGP.  Dopo l’ultima deludente annata con l’Aprilia, il 25enne pilota non ha ricevuto le giuste offerte, neanche per un eventuale ritorno in Moto2, motivo per cui è stato costretto a guardarsi intorno e decidere di passare al campionato britannico Superbike.

Un cambiamento che, ha ammesso lo stesso Redding, ha rappresentato l’occasione “più allentante” in questi mesi, visto che dal 2019 sarà in sella a una delle due Ducati Panigale schierate dal team Paul Bird Motorsport. “Avevo bisogno di un cambiamento, non è vero che volevo andare in BSB, ci sono andato perché ha rappresentato l’occasione più allettante per me” ha raccontato in un’intervista a Crash.net. Parlando invece dell’Aprilia, Redding si è tolto qualche sassolino delle scarpe. “Sei battuto da persone che con la moto giusta potresti generalmente battere con una mano. Non lo dico in modo irrispettoso… Ma non puoi adattarti velocemente a qualcosa che non funziona… Sono andato fino in fondo pensando che i giorni della Ducati non erano male. Se mi fosse stato offerto di tornare indietro, tornerei indietro perché non era poi così male… Da quando ho lasciato VDS mi sono trovato nel posto sbagliato al momento sbagliato” ha aggiunto il britannico che, confrontando la sua carriera a quella di altri piloti e big del mondiale, ritiene che ad aver fatto la differenza più grande siano state le diverse opportunità arrivate in questi anni.

In particolare, Redding non crede di avere meno talento di Marc Marquez, rivale alla pari in Moto2 ma con una sola grande differenza. “Un sacco di gente sa che abbiamo avuto lo stesso talento. Il potenziale credo fosse abbastanza simile, ecco perché ho molto rispetto per lui.  Ero in Spagna, ma non ho avuto l’opportunità giusta.  Per come sono la mia famiglia, per come sono io, non ci adattiamo a un sacco di regole. Marc è entrato in MotoGP con la sua squadra, ha avuto Red Bull e Repsol dietro di lui per tutta la vita. Ancora adesso ha dietro più o meno  la stessa  squadra di tecnici che aveva in Moto2.. Aveva Emilio Alzamora al suo fianco. Io a 15 anni non avevo neppure una casa, lavoravo sodo, ed ero uno spirito libero…”. Rispetto agli altri big, come Valentino Rossi e Andrea Dovizioso, gli è invece mancata la stessa fortuna: “Valentino è stato sempre al momento giusto nel posto giusto. Quando è andato in Ducati, è stata dura e voleva smettere. È tornato in Yamaha, è stato un po’ più facile, poteva fare risultati, ed è ancora lì. Sarebbe interessante vedere se i ruoli fossero invertiti… Dovizioso ara vicino a rinunciare alla sua carriera. Ho letto in un articolo e che voleva fermarsi, poi è rimasto e ha iniziato a ottenere risultati. Rimanere lì e migliorare di continuo, è  stato impressionante”.