Manca ancora una data precisa ma l’iter del ricorso in appello presentato da Aprilia, Honda, KTM e Suzuki contro il deflettore montato davanti alla gomma posteriore delle Ducati procede in via giudiziale, ossia davanti alle autorità della Federazione Internazionale del Motociclismo (FIM). A decidere se l’appendice montata al forcellone delle GP19 è regolare o meno saranno i giudici della Fim – da uno a tre, a seconda della gravità del caso – scelti tra gli undici membri permanenti della Commissione Internazionale dei Giudici della Federazione, presieduti dal presidente, l’indiano Anand Sashidharantra. Tra questi, c’è anche l’avvocato italiano Ernesto Russo che, considerato che il caso vede contrapposte due Case italiane, sicuramente non farà parte del collegio giudicante. L’appello verrà discusso a Mies, vicino Ginevra, nella nuova sede svizzera della FIM, dove è plausibile che verranno ascoltati anche dei consulenti tecnici.

Quando arriverà la sentenza?

Da statuto della Fim, la Corte d’Appello è chiamata a discutere il caso entro 4 settimane, vale a dire che la sentenza potrebbe arrivare in una data anche successiva alla prossima gara in calendario, il Gp d’Argentina previsto al Termas de Rio Hondo il 31 marzo. Questo potrebbe mettere la Ducati davanti alla scelta di montare o meno il deflettore nel round in Sud America, con il rischio – qualora venisse utilizzato e poi dichiarato irregolare – di perdere sia i punti conquistati in Qatar sia quelli della seconda gara. D’altra parte, la FIM avrebbe recentemente chiesto al Collegio celerità nelle decisioni.

La Ducati si è detta “tranquilla” sulla regolarità del deflettore, anche in considerazione di una circolare del direttore tecnico della MotoGP, Danny Aldridge, in cui è stato specificato che “le appendici montate al forcellone indirizzate alla gomma posteriore (raffreddamento, dissipazione acqua, protezione da fango e detriti) sono consentite a condizione che non eccedano rispetto alle parti strutturali del forcellone (cioè non possono essere più larghe del forcellone), la cui funzione non sia quella di generare forze aerodinamiche rispetto al suolo, e siano attaccate direttamente al forcellone, muovendosi con lo stesso. Ogni elemento – prosegue la circolare – è soggetto a precedente approvazione del Direttore tecnico prima di poter essere utilizzato in pista”. Un’approvazione che la Ducati ha ottenuto alla vigilia della gara inaugurale in Qatar e che è stata successivamente notificata anche alle altre squadre. I firmatari dell’appello – Massimo Rivola (ceo di Aprilia), Alberto Puig (team manager HRC), Mike Leitner (team manager KTM) e Davide Brivio (team principal Suzuki) ritengono invece che l’appendice generi un effetto aerodinamico.