Valentino Rossi – Getty images
in foto: Valentino Rossi – Getty images

"La cosa principale è di non arrendersi mai. Penso che potrebbe essere tutto più difficile se mi fermassi ma io continuo a lavorare sodo per mantenere il mio passo". Il sogno, quello cullato da Valentino Rossi, ha un nome preciso: decimo mondiale in carriera. L'avvio del campionato non è stato dei più semplici per il numero 46 della Yamaha: un podio all'esordio, in Qatar, poi la scivolata in Argentina a causa dell'entrata di Marquez, le polemiche e il podio mancato nei due successivi appuntamenti, chiusi rispettivamente al 4° e 5° che lo relegano a 30 punti dal grande rivale della Honda, leader del mondiale.

Un sogno chiamato 10° mondiale

Un sogno, quello del pesarese, che rischia di svanire troppo presto: il titolo sembra un affare tra Honda e Ducati con la Yamaha ancora incapace di risolvere i problemi accusati dai due piloti. Una rincorsa disperata la sua, ma proprio per questo ancora più affascinante: il rinnovo con la casa giapponese ha concesso altri due anni al Dottore, due occasioni per centrare una missione quasi impossibile prima di appendere il casco al chiodo.

Prendere la decisione di continuare non è stato facile, anzi, stavolta è stato più difficile perché era l'ultimo contratto, dopo questo non ce ne saranno altri – ha spiegato il pilota italiano in una intervista a BT Sport– So che è difficile, ma ho deciso di provarci perché avevo bisogno di affrontare sfide difficili. Molto dipende dallo stato della moto. Quello che mi piace è la sensazione che si prova quando arrivo al weekend di gara, e soprattutto quando vinco o riesco a salire sul podio. Il bilanciamento della moto dello scorso anno non era buono, ma su alcuni tracciati eravamo competitivi. Anche la M1 del 2018 è una buona moto, ma soffriamo troppo con l'elettronica.

Rossi e il rapporto con Marquez

Per riuscire a salire di nuovo sul tetto del mondo, a distanza di 9 stagioni dall'ultima volta, Rossi dovrà per forza battere Marquez. Lo spagnolo è il grande rivale degli ultimi anni e le vicende passate – dal contatto di Sepang alla successiva penalizzazione che lo costrinse a partire dal fondo nel round finale del mondiale 2015 dando di fatto il titolo a Lorenzo fino all'ultimo scontro in Argentina – hanno reso il rapporto incandescente. Difficile risolvere una questione che dura ormai da troppo tempo anche se, come svelato da Rossi, i due si sono confrontati: "Non ci siamo mandati nessun messaggio, abbiamo parlato un po’' ad Austin. Io gli ho detto quello che pensavo e lui ha fatto lo stesso" è stato il suo commento. Il sogno del Dottore continua, non è troppo tardi per sognare il decimo mondiale.