La vittoria manca da Assen 2017 ma dopo le prime tre gare del 2019 Valentino Rossi è 2° in campionato ad appena 3 punti dal leader Andrea Dovizioso. Il pesarese, al netto di una Yamaha che negli ultimi anni non è stata la moto di riferimento, a 40 anni sta dimostrando di restare sempre e comunque protagonista, come testimoniato dai due secondi posti consecutivi conquistati in Argentina e in Texas.

“Rossi può battere Marquez e la Honda”

Secondo Kevin Schwantz, intervistato da Marca dopo la gara di Austin, il Dottore ha la possibilità di dire la sua in ottica Mondiale: “Durante la stagione conquisterà sicuramente molti punti. Quest’anno ci saranno 19 gare, il calendario più lungo di sempre, e lui ha già compiuto 40 anni. Ma sia ad Austin sia in Argentina e Qatar ha dimostrato di poter stare davanti”.

Dall’analisi dell’ex campione della Suzuki trapela la stima nei confronti della longevità sportiva del Dottore: “Credo che Marquez sia ancora il più veloce ma,  come accaduto in Texas, commette anche degli errori e con quello di Austin ha perso 25 punti che sarebbero potuti andare a Rossi o Dovizioso, i due principali rivali per il titolo. Credo però che Rossi anno dopo anno sia sempre più intelligente, oltre ad avere una velocità adeguata per battere Marquez e la Honda. Oltre ad essere veloce, è anche abbastanza consistente”.

D’altra parte, Schwantz ritiene che la vittoria di Alex Rins non sia ancora abbastanza per poter pensare in grande. “La Suzuki è una buona moto e Rins sta facendo esperienza ma credo che arriveranno circuiti dove lui o la Suzuki soffriranno in po’. Per essere uno dei candidati in corsa per il titolo, è necessario lottare per il podio in ogni gara. Ad Austin Rins ha dimostrato di aver fatto un grande sforzo in qualifica e il risultato è stato che ha vinto ma deve ricordare quanto siano importanti le prime due sessioni di prove per essere veloci e riuscire a entrare in Q2”.