Valentino Rossi, 40 anni, al box / Yamaha MotoGP
in foto: Valentino Rossi, 40 anni, al box / Yamaha MotoGP

Le voci di un possibile ritiro anticipato di Valentino Rossi hanno tenuto sotto scacco la pausa estiva del Motomondiale. A 40 anni, pilota di riferimento della Yamaha, il Dottore arriva da stagioni complicate: l’ultima battaglia per il titolo iridato risale al 2015 mentre l’ultima vittoria di un Gran Premio risale ad Assen 2017. Segnali, secondo alcuni, di un declino inevitabile, confermati da un quinto posto in classifica piloti a 127 punti di ritardo dal leader del campionato Marc Marquez. C’è però anche da analizzare il contesto in cui vive il campione di Tavullia, a partire dalla crisi di risultati attraversata nelle ultime stagioni dalla Yamaha, in evidente difficoltà tecnica rispetto ai rivali. In sostanza, la moto di Iwata si è evoluta troppo poco rispetto alle Honda e Ducati, costringendo i suoi piloti a cercare in assetto e bilanciamento una soluzione al ritardo dai migliori.

Rossi potrebbe continuare fino al 2022

Tuttavia, sulla base di quanto afferma chi lo conosce bene, la mancanza di risultati non starebbe in ogni caso mettendo in discussione il prosieguo della sua carriera. “Ha ancora tantissimo da dare e soprattutto gli dà ancora molto gusto guidare la moto – dice Alberto Tebaldi, amico di Valentino Rossi e amministratore delegato della VR46 Riders Academy, in un’intervista a Tuttosport – . In più lo vediamo tutti in uno stato di forma fisica e mentale eccezionale, frutto anche del lavoro con i ragazzi dell’Academy”.

Secondo Tebaldi, il nove volte campione potrebbe continuare in MotoGP oltre il 2020, stagione in cui il contratto del pesarese con la Yamaha andrà in scadenza e il pesarese dovrà decidere il suo futuro:  “Spero che ci siano le condizioni per cui Vale possa proseguire sino al 2022. Dalla fine dell'anno scorso, grazie anche alla pressione di Jarvis (il managing director della Yamaha, nrd) e Meregalli (il direttore sportivo del team Yamaha) ma anche dello stesso Vale, ad Iwata è iniziata una profonda riorganizzazione. I risultati però li vedremo nel 2020. Lo stesso Valentino ha grande fiducia nel progetto”.

La chiacchierata si è poi spostata sui temi legati all’Academy, in particolare l’addio di Nicolò Bulega, Dennis Foggia e Lorenzo Baldassarri. La scuola di Valentino è infatti alla ricerca di giovani talenti italiani che potrebbero emergere dalle categorie minori. L'obiettivo, naturalmente, resta quello di crescere questi ragazzi e accompagnarli verso la MotoGP. “Noi non siamo manager, siamo cresciuti con Vale e quindi mettiamo il pilota al centro di tutto – ha aggiunto Tebaldi – . Restiamo tifosi dei piloti che sono andati via e gli auguriamo il meglio per il futuro. Non sappiamo se li sostituiremo tutti, alcuni o nessuno. Aver portato due piloti in MotoGP negli ultimi due anni c'è costato un grande dispendio di energie”. Infine, sulle voci di una possibile separazione tra la VR46 e l’emittente satellitare Sky, main sponsor delle squadre schierate da Rossi in Moto2 e Moto3, e l’arrivo di un team VR46 in top class ha concluso: “Stiamo discutendo dei dettagli per restare con due moto nelle due categorie. In MotoGP sarebbe bello un giorno arrivarci, ma speriamo che ciò avvenga il più tardi possibile, perché significherà a quel punto che Vale si sarà ritirato”.