Charles Leclerc – Getty images
in foto: Charles Leclerc – Getty images

Il GP della Germania, oltre ad entrare nella storia per i numerosi colpi di scena, sarà ricordato anche per un altro fatto che fa capire la nuova direzione intrapresa dagli steward durante le gare: a Hockenheim, infatti, Charles Leclerc e la Ferrari si sono resi protagonisti di un unsafe release dopo un pit stop, sfiorando la collisione con la Haas F1 VF-19 di Romain Grosjean che stava transitando in quel momento nella corsia d'accelerazione della pit lane.

Ecco perché è stata punita la Ferrari e non Leclerc

Solo la brusca frenata di Grosjean ha impedito la collisione con la direzione gara che ha subito aperto un'inchiesta sull'accaduto: poco dopo, però, con grande sorpresa è arrivata la comunicazione che a pagare non sarebbe stato il giovane monegasco della Ferrari, come era sempre successo in precedenza in casi analoghi, ma la scuderia stessa alla quale è stata comminata una sanzione di 5 mila euro. Un cambio di vedute dai parte degli steward giustificato dal fatto che Leclerc ha dovuto guidare "con un angolo acuto per evitare una pistola smontagomme nella piazzola successiva e non ha avuto modo di guidare attraverso l'area di ricongiungimento alla pit-lane"; è questo il motivo per il quale si è optato per una multa alla scuderia salvando il pilota.

L'ultimo caso del genere risale allo scorso GP di Monaco quando furono Verstappen e Bottas a trovarsi in una situazione simile arrivando però al contatto. In questo caso, però, è stato il direttore di gara Michael Masi, ai cronisti presenti sul circuito a fine gara, a spiegare la diversità di giudizio: "La sanzione comminata a Monaco, probabilmente, è stata intesa come conseguenza per un unsafe release, invece è stata imposta per una collisione in pit lane; ecco perché le due azioni di gara devono essere considerate in maniera differente. Per essere coerenti con le penalità precedenti, abbiamo deciso di comminare 5000 euro al team per quanto è accaduto" ha chiarito.