Tim Gajser, 22 anni / MXGP.com
in foto: Tim Gajser, 22 anni / MXGP.com

Due settimane fa, sulla sabbia Lommel, in Belgio, la nona vittoria stagionale che lo ha portato a un passo dal titolo iridato. Oggi, sul tracciato artificiale di Imola, realizzato sotto la tribuna della Rivazza, a Tim Gaiser (Honda) è bastato un quinto posto per mettere il suo sigillo su una stagione trionfale. Mai nessuno nella storia di questo sport aveva chiuso il campionato con tre round di anticipo, un successo che, alla gioia dei suoi tantissimi tifosi, somma quella del suo team, una squadra tutta italiana, a partire dal team manager, Giacomo Gariboldi, che nel 2014 puntò tutto su questo ragazzino sloveno con risultati preziosissimi per la Honda. Con top five in gara-1, dove gli sarebbe bastato un ottavo posto, Gajser si assicura il terzo titolo iridato in carriera, dopo quello della MX2 nel 2015 e della MXGP nel 2016.

MXGP a tutto Gajser, secondo titolo dalle mani di Cairoli

Risultato di una stagione costruita con la costanza ma anche favorita dai tanti assenti, a partire dal campione 2018, l’olandese Jeffrey Herlings (KTM), finito sotto i ferri ancora prima della stagione e dopo la stessa gara di rientro, a Kegums, in Lettonia, a quelle del francese Romain Febvre (Yamaha) escluso dalla corsa al titolo già dal primo GP in Argentina, e Antonio Cairoli (KTM) costretto a chiudere anticipatamente la stagione a causa dall’infortunio alla spalla destra rimediato sempre a Kegums in seguito alla caduta in gara-2. Anche se non in pista, il siciliano è comunque protagonista del Gran Premio d’Italia, presente nel paddock e a disposizione dei suoi fan per sessioni di autografi. E a bordo pista per tifare per il compagno di squadra, Jorge Prado (KTM) che sta stracciando la MX2 a suon di vittorie: tredici GP vinti in tredici GP disputati e il successo in gara-1 a Imola che gli ha permesso di allungare a 127 punti il suo vantaggio sul secondo in campionato, Thomas Kjer Olsen (Husqvarna) rimando la conquista del titolo alla seconda manche.

Gajser, invece, che sulla pista del Santerno ha dovuto vedersela con l’esordiente svizzero Jeremy Seewer (Yamaha), il primo inseguitore in campionato a caccia della sua prima vittoria in MXGP, non ha fatto troppi calcoli, guidando come sempre con il suo stile spregiudicato e nel cuore il fratello minore Zan, morto tragicamente a soli tre anni in un incidete di gara, investito involontariamente dal padre all’atterraggio da un salto, nel cui ricordo Tim porta in gara il numero 243, il 24 marzo, il giorno della sua data di nascita. Scattato dalla pole e in quinta posizione all’hole shot, Gajser ha rimontato fino al quinto posto, incappando anche in una caduta nelle prime fasi per un errore di traiettoria. Come detto, un risultato più che sufficiente a chiudere aritmeticamente la partita iridata e godersi da campione del mondo le ultime sette manche del campionato.