Aseel Al–Hamad – LaPresse
in foto: Aseel Al–Hamad – LaPresse

Dopo il ritiro alla fine del 2015 di Susie Wolff, moglie del team principal della Mercedes, Toto Wolff e collaudatrice della Williams che corse proprio con la scuderia inglese tre sessioni di prove libere, nessuna donna ha più fatto parte della pattuglia di piloti della Formula 1. Un rapporto complicato quello tra il gentil sesso e il mondo delle competizioni a motore che però, ora, offre una nuova possibilità a tutte le donne impegnate nelle varie classi motoristiche.

La nuova serie al femminile partirà a maggio 2019

Partirà nel maggio 2019, infatti, il primo campionato tutto al femminile; si chiamerà W Series, si disputerà con monoposto di Formula 3, avrà telai Tatuus Formula 3, un montepremi di 1,5 milioni di dollari e il sostegno di alcuni personaggi importanti della Formula 1, l’ex pilota David Coulthard come giudice e il progettista della Red Bull Adrian Newey nel consiglio di amministrazione. Un modo per creare una sorta di trampolino di lancio verso la Formula 1 anche per le donne; la serie dovrebbe avere 6 appuntamenti con gare da 30 minuti, con la prospettiva di espandersi rapidamente anche negli altri continenti, in particolare Australia, Asia e Americhe mente per la vincitrice ci sarà un premio da 500mila dollari per finanziare gli ulteriori passi nella carriera nel Motorsport.

Donne contrarie: "Iniziativa sessista, non è una soluzione"

Un'opportunità importante per il mondo femminile che però non sembra convincere più di tanto le dirette interessate: "È triste, una serie per sole donne avrà l'effetto di segregare. Siamo agoniste, in secondo piano donne. E in quanto agoniste vogliamo batterci con tutti, non vincere la coppa delle ragazze" ha spiegato ai microfoni della BBC Pippa Mann, la donna che corre in Indycar. A darle manforte anche Sophia Floersch, tedesca classe 2000 impegnata in Formula 3 con il team Van Amersfoort Racing a punti ad Red Bull Ring grazie al decimo posto conquistato in Gara-2, su Twitter ha espresso la sua perplessità dinanzi alla W Series. Questo il cinguettio della tedesca: "Sono d’accordo con le motivazioni alla base della W Series, ma non la ritengo una soluzione. Anche le donne hanno bisogno di supporto a lungo termine e di partner che credano in loro. Io voglio misurarmi con il top del motorsport. Negli altri campi non ci sono delle divisioni dedicate alle sole donne. Per questo ritengo che la W Series sia una strada sbagliata".