Gli automobilisti che temevano di trovare disagi alle pompe di benzina possono tirare un sospiro di sollievo: lo sciopero dei benzinai, prima previsto il 6 febbraio e poi congelato in attesa dell' incontro con il sottosegretario al Ministero dell’Economia, Massimo Bitonci, per chiarire la situazione relativa alle regole più stringenti per il credito di imposta deciso con la Legge di Bilancio 2018, non ci sarà.

Positivo l'esito dell'incontro tra sindacati e Mef

L'incontro tra le sigle sindacali dei gestori carburanti – Faib, Fegica, Figisc/Anisa e Unione Petrolifera – per affrontare la questione del credito d'imposta sui costi delle carte di pagamento e i sottosegretari al Mef Massimo Bitonci e Alessio Villarosa c'è stato e, visto il buon esito del confronto tra le parti, le sigle hanno deciso di revocare definitivamente lo sciopero: "L'accordo, che ha registrato piena ed unanime soddisfazione, – spiegano i sottosegretari al Mef in una nota – prevede una tempestiva soluzione tecnica per le criticità dei costi collegati all'utilizzo delle carte di pagamento elettroniche per le transazioni sui carburanti e la prosecuzione del tavolo per discutere delle altre tematiche relative alla filiera della distribuzione di carburante". Si tratta, ad esempio, della "trasmissione telematica dei corrispettivi su carburanti, la tassazione sul credito d'imposta e la detraibilità dell'anticipazione finanziaria dell'Iva pagata alle compagnie petrolifere tramite fatturazione elettronica a fine 2018".

Accolte, dunque, le richieste relativa e una serie di problematiche relative alla fatturazione elettronica e alle commissioni sulle carte di credito che avevano scatenato il malcontento tra i gestori dei distributori sulle rete italiana. Niente sciopero, quindi, previsto originariamente per il 6 febbraio: a far maturare la decisione sono stati i passi avanti fatti nei confronti dei benzinai risolvendo così una situazione che rischiava di diventare spinosa.