Carlos Ghosn / Getty Images
in foto: Carlos Ghosn / Getty Images

Il Presidente di Nissan-Renault-Mistubishi Motor, Carlos Ghosn, è stato trattenuto in stato di arresto con l’accusa di aver violato i regolamenti finanziari relativi al suo compenso. Il manager 64enne avrebbe fornito informazioni false sul proprio compenso e sui bilanci aziendali.

La notizia, anticipata dal quotidiano giapponese Asahi Shimbun, è stata confermata da una nota di Nissan che da diversi mesi sta conducendo un’indagine interna, imputando a Ghosn e a un altro manager, Greg Kelly, “significativi atti di cattiva condotta” tra sui la falsificazione delle informazioni sul proprio compenso e sui bilanci aziendali. Secondo quanto emerso, sono state “inoltre scoperte molte altre pratiche scorrette, come l'uso di proprietà aziendali per scopi personali”. Nel comunicato Nissan afferma inoltre che Ghosn verrà prontamente rimosso dal suo incarico. Un vero terremoto che ha avuto immediata ripercussione in Borsa a Parigi dove il titolo Renault cede a doppia cifra mentre a Tokyo, Nissan, prima della diffusione della notizia, ha chiuso le contrattazioni con un ribasso dello 0,45%.

Si chiude dunque nel peggiore dei modi l’era di Ghosn alla Nissan, il manager franco-libanese-brasiliano che ha contribuito a salvare la casa giapponese prendendone le redini quasi venti anni fa come Ceo, carica ceduta dallo scorso anno al delfino Hiroto Saikawa, mantenendo l’incarico di presidente del Consiglio di amministrazione. Dal primo aprile 2017 Ghosn ha lasciato la guida di Nissan, che  – grazie anche all’acquisto del 34% di Mitsubishi – si è guadagnata la leadership tra i costruttori mondiali per numero di vetture e veicoli commerciali venduti nel 2017. Una lotta per la supremazia del mercato globale che aveva sempre visto primeggiare su tutti il gruppo Volkswagen, un dominio di lunga data che, prima del 2017, era stato interrotto solo per un breve periodo da Toyota.