La Ferrari durante i test di Barcellona – Getty images
in foto: La Ferrari durante i test di Barcellona – Getty images

La stagione 2019 della Formula 1 si annuncia come una delle più entusiasmanti degli ultimi anni non solo per il duello tra Ferrari e Mercedes o per l'attesa di vedere le nuove leve, come Leclerc e Gasly, al confronto con i mostri sacri della velocità, ma anche per le novità regolamentari che, almeno nelle intenzioni di Liberty Media, dovrebbero garantire quella spettacolarità e quella imprevedibilità che fino a qualche anno fa latitavano.

Con l'ok della F1 Commission punto extra già in Australia

L'ultima novità, anche se non ancora ufficiale, rischia di essere un vero e proprio stravolgimento per team e piloti: il Consiglio Mondiale della FIA, infatti, ha approvato un provvedimento importante che garantirà a chi metterà a segno il giro veloce in gara un punto extra in classifica, valido sia per il campionato piloti che per quello costruttori. Una modifica che, se dovesse arrivare anche l'ok della F1 Commission, diventerebbe una regola fissa già a partire dal GP d'Australia; per evitare corse ai box nell'ultimo parte di gara, però, il punto sarà assegnato solo qualora fosse firmato da un pilota nei primi 10 alla bandiera a scacchi mentre in caso di "best lap" da parte di un pilota nelle retrovie il punto extra non verrebbe assegnato.

Una scelta che apre anche a scenari fino ad ora impensabili con le attuali regole: in questo modo, infatti, le scuderie potrebbe differenziare la strategia per cercare di ottenere il massimo possibile in un campionato che si annuncia più combattuto che mai. Per la Formula 1, in realtà, questa non sarà una vera e propria novità visto che dal 1950 al 1959 era consuetudine assegnare un punto al pilota che in gara si mostrava più veloce degli altri facendo segnare il giro più veloce e fu decisivo nel 1958 quando il ferrarista Mike Hawthorn riuscì a battere Stirling Moss a fine stagione per un solo punto: un modo per premiare il pilota più veloce – e non solo il più costante -, ma anche per obbligare i protagonisti a spingere al massimo senza cercare di risparmiarsi gestendo la gara.