Sergio Perez sul podio insieme a Stefano Domenicali – LaPresse
in foto: Sergio Perez sul podio insieme a Stefano Domenicali – LaPresse

Con la Force India si è sempre classificato tra i primi 10 piloti a fine anno, salendo 5 volte sul podio e concludendo due volte settimo nel mondiale: numeri di tutto rispetto quelli di Sergio Pérez in Formula 1, ma la sua carriera sarebbe potuta essere ben diversa da quella che poi il pilota messicano ha fatto portandolo, magari, a lottare per il titolo mondiale.

Il messicano era a un passo dall'approdo in Ferrari

La svolta, per Pérez, arrivò nel 2012 quando alla sua porta – dopo un campionato positivo con la Sauber – bussarono alla sua porta i top team della Formula 1; la scelta ricadde all'epoca sulla McLaren, ma non fu delle più felici tanto che dopo appena una stagione e un 11° posto mondiale ben lontano dalle aspettative il rapporto si concluse. A distanza di anni è stato lo stesso pilota messicano a rendere noto come quella scelta non fu delle più felici soprattutto viste le alternative:

Penso che, dato com’era la McLaren in quel momento, quell'occasione è arrivata proprio nel momento sbagliato per me. Se tornassi nel 2012… ero un membro della Ferrari e stavo per ottenere un contratto per il 2014. Dovevo fare un altro anno con la Sauber e poi passare alla Ferrari – ha ammesso a Beyond The Grid, il podcast ufficiale della F1 -. Andai a Maranello e parlai con Domenicali che mi propose di fare un precontratto per il 2014. A quel tempo la Mercedes era interessata, la Ferrari anche, così come la McLaren, quindi ero in una posizione molto forte. Ho pensato: ‘Ho bisogno di salire su un’auto competitiva, perché posso vincere il titolo’. Quindi è arrivata l’opportunità con la McLaren; ho dovuto dire addio all’Academy Ferrari e sono andato.

Un rimpianto, quello di Pérez, vivo ancora oggi soprattutto considerati i risultati ottenuti con la casa di Woking che lo hanno costretto a ripartire dalla Force India dopo aver sfiorato la Rossa di Maranello. Un treno passato e che, alla soglia dei 30 anni, difficilmente tornerà a fermarsi nella sua stazione. Nonostante questo, però, il messicano è riuscito a ritagliarsi il proprio spazio in Formula 1 diventando uno dei piloti più affidabili dietro quelliche hanno la fortuna di gareggiare con i top team: avrebbe potuto esserci anche lui, ma il destino ha scelto diversamente.