Pride of Italy, lo streamliner della RMC (Record Motor Cycles)
in foto: Pride of Italy, lo streamliner della RMC (Record Motor Cycles)

L’obiettivo è quello di battere l’attuale record di velocità con una moto, anzi, due, in configurazione “speed record”. Lo scenario della sfida è quello del tempio della velocità, il lago salato di Bonneville, nello Utah, negli Usa, dove da decenni si prova a stabilire il record di velocità. A tentare l’impresa sarà un team tutto italiano, messo in piedi da Roberto Crepaldi, nome ben noto al mondo delle due ruote per operazioni commerciali di successo, come quella del marchio Harley Davidson e Trimph in Italia con il socio Carlo Talamo, ma anche per aver creato dal nulla aziende come la CR&S e moto agli antipodi come genere e cilindrata, la Vun e Duu.

Oltre il limite. Terminata la sua esperienza di costruttore nel 2013, il 60enne milanese si è lanciato un una nuova sfida oltre i limiti… di velocità: la sensazione più forte e liberatoria che una motocicletta possa offrire e che non può essere descritta da una supersportiva da 250cv. Così è nato un vero e proprio gruppo di lavoro, il team Record Motor Cycles (RMC) che grazie al supporto di una squadra di professionisti ha sviluppato due streamliner (questo è il nome di questa tipologia di moto) con cui tenterà l’assalto al record mondiale di velocità sulle due ruote. Simili ma non identiche tra loro, i due bolidi partono dalla stessa base: un motore a 4 tempi, alimentato a benzina verde (e quindi senza ricorrere ad additivi ossigenanti o altre alchimie), con cilindrata totale di 2.000 cc e di cubatura maggiorata a 2.500cc, disposto longitudinalmente all’interno di un telaio a struttura mista, dotato di regolazioni delle principali quote geometriche, quali angolo del cannotto, altezza del pivot, valore di interasse e molte altre.

Il nostro motore è un 8 cilindri “atipico” dalle dimensioni molto compatte, rese possibili grazie a soluzioni tecniche inedite, scelte anche in funzione dell’aerodinamica della moto – spiegano da RMC – I tecnici del Team RMC lavorano infatti in regime di co-progettazione, in modo da ottimizzare dimensionamento e ingombri reciproci di ogni componente, con bene in mente il fine ultimo, ovvero ottenere un’efficienza aerodinamica massima.

Il primo streamliner, “Pride of Italy” riconoscibile dalla livrea rosso-oro tenterà il record nella classe 2.000 cc, con numero di cilindri libero e induzione non forzata, ovvero senza compressori o turbocompressori. Il secondo, invece, caratterizzato dalla livrea giallo nera, “Tribute to John Britten” in onore al genio neozelandese della Britten V1000 con cui Crepaldi corse il TT e vinse il World Series Bears nel 1995, gareggerà nella categoria riservata alle moto da 2.500cc.

Abbiamo scelto la categoria “Partially Streamlined”: la moto può essere quasi totalmente carenata, ma il pilota deve sedere nella posizione “classica da motociclista, essere esposto, e vigono limiti rigidi sulle dimensioni della moto: un esempio l’altezza del codone, cruciale ai fini dell’efficienza aerodinamica.

A tentare l’assalto al record per il team italiano sarà Dario Marchetti, il campione bolognese che metterà a disposizione la sua grande esperienza sulle due ruote maturata tra i mondiali Gp, mondiale Superbike, mondiale Endurance, e non da ultime le gare su strada e i successi a Daytona nel 2004, 2006 e alla Race of Champions nel 2007.