La distrazione e l’uso improprio di smartphone e altri dispositivi sono la prima causa di incidenti stradali. “Una modifica normativa che consenta il ritiro della patente alla prima violazione va incontro all’esigenza di essere più efficaci nel contrasto a questo comportamento pericolosissimo”. Lo ha detto Santo Puccia, primo dirigente della Polizia stradale, in audizione alla commissione Trasporti della Camera, auspicando una modifica al Codice della Strada che inasprisca le sanzioni per l’uso del cellulare alla guida.

Ad oggi, la sospensione della patente è prevista solo in caso di recidiva. L’articolo 173 del Codice della Strada dispone il divieto al conducente “di far uso durante la marcia di apparecchi radiotelefonici ovvero di usare cuffie sonore, fatta eccezione per i conducenti dei veicoli delle Forze armate e dei Corpi di cui all’articolo 138, comma 11, e di Polizia. È consentito l’uso di apparecchi a viva voce o dotati di auricolare purché il conducente abbia adeguate capacità uditive ad entrambe le orecchie”. Il comma 3 bis del medesimo articolo dispone la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 161 a 647 euro oltre alla sanzione accessoria della sospensione della patente di guida, da uno a tre mesi, qualora lo stesso soggetto compia un’ulteriore violazione nel corso di un biennio. La sanzione può essere elevata anche senza contestazione, ma in questo caso il verbale deve indicare con precisione gli estremi della violazione e l’indicazione dei motivi che hanno reso impossibile la contestazione immediata.

Ciò si è mostrato poco efficace in termini di deterrenza” da un fenomeno sempre più dilagante e che sembra non conoscere fine, ha aggiunto Puccia, ritenendo necessarie opportune modifiche al CdS che possano davvero dissuadere dall’uso del telefonino alla guida. “Ecco perché riteniamo che lo ‘spauracchio' del ritiro della patente alla prima violazione possa funzionare come deterrente e ingenerare quell’effetto virtuoso ottenuto a suo tempo con la patente a punti”.