Alvaro Bautista / Ducati
in foto: Alvaro Bautista / Ducati

Alvaro Bautista cala il poker in Thailandia: quarta vittoria nelle prime quattro gare del WSBK 2019 che la dicono lunga sul binomio formato dall’ex campione della 125 e la nuova Ducati V4. Dopo il tris di tre settimane fa in Australia, Bautista conquista anche gara-1, ribadendo la superiorità di un pacchetto che si sta dimostrando fuori tiro per i rivali. Un successo con cui diventa il primo pilota Ducati a vincere le prime quattro gare del campionato dopo Neil Hodgson nel 2003, regalando alla casa di Borgo Panigale il trionfo numero 345 nel Mondiale Superbike e il 587esimo podio nelle categoria.

Rea ci prova ma Bautista cala il poker

Partito dalla pole (la sua prima in Superbike), Bautista ha sfruttato al meglio i lunghi rettilinei di Buriram per piegare la resistenza di Jonathan Rea che, nella prima parte di gara ci ha provato, fino al contatto alla curva 3, in un corpo a corpo da brivido. “Non sono partito benissimo, sono andato largo e Jonathan mi ha passato. L’ho ripassato ma alla curva 3 ci siamo toccati e ho rischiato di cadere – ha detto il pilota di Toledo una volta al parco chiuso – . Io ho fatto la traiettoria normale, ho staccato forte andando un attimo lungo per poi uscire forte, ma Jonathan è entrato molto veloce all’interno, cercando secondo me il contatto. Sono stato fortunato, perché ero praticamente a terra. Ha fatto una manovra stile motocross”.

Duello di una battaglia persa per il campione in carica della Kawasaki, letteralmente bruciato sul dritto dalla strapotenza della Panigale V4 R. “Ho fatto il possibile – ha ammesso Rea – . Il problema è che non avevo armi per andare contro Alvaro. Ci proveremo, continueremo a spingere. Mi sono sentito bene sulla moto e aspetto la Superpole Race di domani per poter spingere al massimo per tutti i dieci giri”.

Sul podio sale anche la Yamaha ufficiale di Alex Lowes al primo podio stagionale davanti alla R1 del compagno di squadra Michael Van Der Mark seguito dalla Kawasaki di Leon Haslam. Sesto Marco Melandri con la R1 del team GRT, dopo anche una sportellata nella lotta con Haslam ma costretto ad abbandonare le speranze di podio negli utlimi giri. Ottimo 8°posto per Michael Ruben Rinaldi con la Ducati del team Barni, indietro invece Chaz Davies, con la seconda Panigale ufficiale, caduto a 12 giri dalla fine, quando era comunque lontano dalle prime posizioni, ma riuscito a ritrovare la via della pista fino al 15° posto.