Con un anno di ritardo rispetto alle aspettative il “figlio d’arte” più atteso dell’automobilismo è finalmente sbocciato. Dopo la vittoria in gara 2 di Spa-Francorchamps del 28 luglio scorso, la carriera nel Campionato europeo FIA di Formula 3 di Mick Schumacher, figlio del sette volte campione del mondo di Formula 1 Michael, sembra avere subito un’improvvisa impennata, con una serie di 8 successi (e 10 podi) nelle ultime 13 gare.

Titolo di F3 ad un passo

Un filotto incredibile che a tre gare dal termine del Campionato gli ha permesso di mettere una seria ipoteca sul titolo. Infatti il prossimo e decisivo round dell’Euro Formula 3 si disputerà sul circuito di Hockenheim, in Germania, il 13 e 14 ottobre, e Mick Schumacher avrà la possibilità di laurearsi campione già in gara 1. Con 75 punti da assegnare nelle tre gare e 49 punti di vantaggio su Ticktum, per conquistare aritmeticamente il titolo, difatti a Schumi jr basterà chiudere la prima manche davanti al rivale della Red Bull.

Ottenuta la Superlicenza per correre in Formula 1

Già messa in cascina invece la Superlicenza per poter guidare in Formula 1 (riservata ai primi tre classificati della sua categoria). Mick dunque potrebbe a breve percorrere le orme del padre (307 Gp e 91 vittorie in F1) e dello zio Ralf (180 Gp e 6 successi in F1) approdando nella massima categoria. Su di lui vigila la Ferrari “La cosa più importante è lasciarlo crescere, senza mettergli pressione – aveva detto qualche settimana fa il team principal del Cavallino Maurizio Arrivabene -. I suoi risultati sono molto buoni e gli auguro una grande carriera. Con un nome così, che ha scritto pagine storiche della Ferrari, penso che le porte di Maranello siano sempre aperte per lui. Ma senza bruciare le tappe.

Quel cognome che pesa parecchio

Questa è una decisione della famiglia Schumacher. Lasciatelo divertire, lo ripeto sempre. Vedremo il futuro. Non potremmo dire di no a Maranello a un nome così“ ha chiosato Arrivabene. E pensare che quel nome, o meglio quel cognome, all’inizio della sua carriera nel Motorsport era un problema tant’è che, per evitare di attirare troppo l'attenzione a causa della notorietà del padre, correva sotto lo pseudonimo di Mick Betsch, usando il cognome da nubile di mamma Corinna.

La storia si ripete: da Spa-Francorchamps ai Todt, da Michael a Mick

Probabilmente però, come accaduto finora, Schumi jr non brucerà le tappe e nel 2019, con titolo o senza, dovrebbe passare in Formula 2 con il team ART, la scuderia gestita da Nicolas Todt, figlio dell'ex Team Principal Ferrari (ai tempi in cui papà Michael dettava legge in F1 con il Cavallino diventando il pilota più vincente di sempre), e attuale presidente FIA, Jean Todt, nonché procuratore di diversi piloti di Formula 1 tra cui il giovane monegasco Charles LeClerc che nel 2019 prenderà il posto di Kimi Raikkonen proprio in Ferrari.

Qui il classe ’99 potrebbe avere l’occasione di continuare la sua crescita e la sua maturazione in vista di quello che, a detta di quasi tutti gli addetti ai lavori, sarà il suo certo approdo in Formula 1. Il tempo non manca al giovane Schumacher che ha ancora 19 anni: papà Michael esordì in F1 con la Jordan a 22 anni sul circuito di Spa-Francorchamps, proprio quello in cui Mick ha ottenuto la sua prima vittoria in Formula 3 che sembra aver finalmente dato una svolta alla sua carriera.