Continua il terremoto all'interno di FCA dopo l'aggravarsi delle condizioni di salute di Sergio Marchionne e la sua sostituzione ai vertici dell'azienda. È, infatti, di pochi minuti fa la notizia delle dimissioni presentate da Alfredo Altavilla, responsabile di FCA per l’Europa. Secondo i bene informati, l'annuncio era già nell'aria da qualche giorno. Altavilla era uno dei manager in corsa per la successone di Marchionne, ma lo scorso sabato 21 luglio il Consiglio di amministrazione convocato d'urgenza a Torino gli aveva preferito Mike Manley, numero uno del brand Jeep. La sua decisione apre la questione della successione in uno dei posti chiave della nuova FCA dopo i 14 anni della gestione Marchionne, e cioè il governo delle attività europee e dunque italiane. Anche i mercati ne hanno risentito: in seguito alle indiscrezioni su Altavilla il titolo FCA, dopo il crollo in avvio di Piazza Affari, prima si è ripreso e poi è caduto di nuovo.

Tutte le sue funzioni saranno esercitate ad interim dallo stesso Manley, come ha comunicato FCA in una nota nella quale è anche ufficializzata l'uscita dal gruppo di Alfredo Altavilla "per perseguire altri interessi professionali". I due lavoreranno insieme fino alla fine di agosto per agevolare la transizione. Le attività di Business Development a livello globale saranno riorganizzate a riporto di Richard Palmer, Chief Financial Officer e Responsabile Systems and Castings.

Nato a Taranto il 2 agosto 1963 e laureatosi in Economia all'Università Cattolica di Milano, Altavilla era stato per anni una delle figure chiave del gruppo a livello internazionale. Assunto in Fiat all'inizio degli anni Novanta, dal novembre 2012 era chief operating officer per Europa, Medio oriente e Africa, ed era stato anche a Washington, al fianco di Marchionne, di cui era un fedelissimo collaboratore, al momento della firma per l’acquisizione di Chrysler nel 2009. In passato era stato presidente e Ceo di Iveco. Infine, nel maggio di quest'anno, Altavilla è entrato anche nel cda di Tim, indicato da Elliott dopo il riassetto seguito allo scontro con il socio di maggioranza Vivendi.