L'energia sta per finire e stavolta potrebbe non bastare una semplice ricarica: il momento vissuto da Tesla, l'azienda del visionario Elon Musk specializzata in auto elettriche, è particolarmente complicato tanto che da inizio anno le sue azioni hanno perso circa il 42% del loro valore –  di cui il 7% solo nell'ultima settimana – che hanno portato la capitalizzazione di mercato della società sotto a General Motors e Ford facendo evaporare circa 22 miliardi di dollari.

Le cause del crollo di Tesla

Un danno notevole che spinge gli analisti finanziari a disegnare scenari non proprio confortanti per il marchio: negli ultimi giorni Morgan Stanley ha reso noto che il prezzo di riferimento potrebbe precipitare a 10 dollari, dai 192 attuali mentre Wedbush ha prospettato una società in "situazione da codice rosso" alimentando i dubbi sulle capacità di Tesla di vendere abbastanza auto elettriche da diventare finalmente redditizia. Sono diversi i motivi per cui il titolo Tesla soffre: la chiusura di alcuni store, i licenziamenti annunciati, il procedimento della Sec e le tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina sono alcune delle cause di questo crollo anche se c'è chi è ancora pronto a scommettere sul marchio.

Dal canto Elon Musk continua a lavorare sodo rassicurando, in una lettera, i dipendenti ffermando che la società si avvia verso un record di consegne, con oltre 50mila nuovi ordini arrivati nel trimestre, nonostante il calo del valore del titolo. Per sostenere i corsi azionari il fondatore ha appena opzionato altre 175mila azioni, aggiungendo altri 35 milioni nel capitale mentre le stime di vendita dell'azienda sono comprese tra le 360 e le 400 mila vetture nel 2019. Il futuro, però, rimane incerto tanto da dividere anche gli analisti finanziari che si sono soffermati sulla questione Tesla: secondo alcuni, infatti, il marchio riuscirà a uscire dalla crisi e tornerà più forte di prima. Solo il tempo dirà se, alla fine dei conti, il visionario Elon Musk avrà avuto torto o ragione.