Esperimenti tortura sulle scimmie per dimostrare che i gas di scarico dei motori diesel non sono nocivi. Dietro questa iniziativa, di cui parla un dossier del New York Times rilanciato dalla Bild, tre colossi dell’auto tedesca, Volkswagen, BMW e Daimler che hanno commissionato uno studio per dimostrare scientificamente che la nuova generazione di diesel sarebbe stata molto più pulita rispetto al passato.

Test dei gas di scarico sulle scimmie.

Secondo l’inchiesta, dieci esemplari di scimmie giavanesi sono stati condotti nel laboratorio della Lovelace Respiratory Research Institute (LRRI), ad Albuquerque, nello stato americano del New Mexico, rinchiusi in una stanza dove veniva proiettato un cartone animato per distrarli, mentre gli venivano fatti inalare gas di scarico per quattro ore. “Le scimmie – ha spiegato il numero uno dell'associazione tedesca contro gli esperimenti sugli animali, Klaus Kronaus – sono animali che hanno bisogno di muoversi molto, già tenerle ferme per 4 ore corrisponde a una tortura. Il gas di scarico ha poi messo a rischio la loro salute”. Le scimmie sono sopravvissute ai test ma non è noto quali siano le condizioni e lo stato di salute attuale, spiega la Bild, aggiungendo informazioni al dossier tirato fuori dal New York Times, destinato a mettere ulteriormente in difficoltà l’industria automobilista tedesca, e in particolare il gruppo Volkswagen, già travolto dallo scandalo dieselgate. Il gruppo di ricerca è stato sciolo nel 2017 e i tre costruttori hanno preso le distanze dal metodo “del tutto insensato”. A scusarsi anche il colosso di Wolfsburg secondo sui i test sono stati “un errore”. Dalle informazioni in possesso della Bild emerge inoltre una mail datata 31 ottobre 2013, da cui si evince che i promotori della ricerca avessero dibattuto anche della possibilità di sottoporre ai test cavie umane volontarie. Idea poi stata bocciata in seguito al dibattito con due ingegneri della Volkswagen, tra cui, stando sempre alla Bild, anche lo stesso ex ingegnere di Volkswagen che collaborò alla creazione del software per alterare le emissioni dei diesel, James Liang, poi condannato a 40 mesi di carcere negli Usa.