La Ferrari, dopo la penalità che in Canada ha tolto a Sebastian Vettel la prima vittoria stagionale, non molla e anzi decide di rilanciare: la scuderia italiana, infatti, ha deciso che ricorrerà al diritto di revisione, come stabilito dal regolamento sportivo della Formula 1, per impugnare la decisione dei commissari che a Montreal avevano inflitto 5 secondi di penalità per la manovra con la quale il tedesco aveva chiuso la strada a Lewis Hamilton.

Mattia Binotto e Toto Wolff – Getty images
in foto: Mattia Binotto e Toto Wolff – Getty images

Wolff consiglia alla Ferrari di non esercitare il diritto di revisione

Una mossa, quella degli uomini del Cavallino, che punta, attraverso l'acquisizione di nuove prove da portare davanti al collegio dei commissari, a scagionare il pilota tedesco dimostrando come la manovra non fosse stata dettata dalla voglia di mantenere la posizione a tutti dopo l'escursione sull'erba ma anzi dalla necessità di riprendere il controllo del veicolo per non creare un incidente. Una teoria che, secondo Toto Wolff, team principal della Mercedes, potrebbe non convincere i giudici.

Ho parlato con Binotto e lui pensa che quello che è successo non avrebbe dovuto far scattare la penalità; credo che questo sia sbagliato. Il fatto è che Vettel è uscito di pista, ha guardato negli specchietti e ha spinto Lewis verso il muro: se Lewis non avesse frenato, i due si sarebbero scontrati. Ecco perché i commissari hanno dato la penalità – ha dichiarato il manager della Mercedes al quotidiano Osterreich- Non si può annullare la sanzione. Il caso peggiore sarebbe che i commissari, dopo aver analizzato i dati portati dalla Ferrari, scoprissero che è necessaria una penalità maggiore.

Il rischio, secondo Wolff, è che la Ferrari possa incappare in una sanzione ancora maggiore che non solo priverebbe definitivamente Vettel della vittoria ma che farebbe scivolare ulteriormente in classifica il tedesco; un effetto boomerang che a Maranello, però, sono convinti di evitare giudicando eccessivo il provvedimento dei commissari in gara. Il GP del Canada non è ancora finito, la Rossa vuole andare fino in fondo alla questione e non ha nessuna intenzione di abbandonare la partita.