in foto: Alan Bonner

Sono bastate 24 ore per ricordare al mondo intero perché il Tourist Trophy è considerato l'evento motoristico più pericoloso del mondo: nei primi 60 km percorsi sul tracciato stradale più famoso della Terra hanno perso la vita già tre piloti. Sale così a 255 il numero delle vittime dal 1911, anno in cui si è corso per la prima volta. Una giornata drammatica quella vissuta all'Isola di Man, conclusa con un vero e proprio bollettino di guerra. Dopo Davey Lambert, morto in ospedale in seguito alle ferite riportate, sono i nomi di Jochem van den Hoek e di Alan Bonner ad allungare il macabro elenco dei centauri deceduti.

Altri due incidenti fatali.

L'olandese, 28 anni, era impegnato nella gara Superstock: il giovane ha perso il controllo del suo mezzo il controllo della sua Honda all'undicesimo miglio del tracciato, quando la corsa era appena iniziata. Jochem era alla sua seconda partecipazione al TT, dopo aver debuttato lo scorso anno finendo 44esimo in Superbike, 34esimo in Superstock e 36esimo al Senior. Nella gara d'esordio di quest'anno era arrivato 27esimo, ma il destino ha deciso per lui. Neanche il tempo di piangere i due morti che è arrivata la terribile notizia di un altro incidente, avvenuto al 33esimo miglio durante le qualifiche del Senior: i giudici hanno subito esposto la bandiera rossa.

L'ennesima notizia tragica è arrivata poco dopo: Alan Bonner è la terza vittima di una giornata surreale. Il nordirlandese, 33 anni, aveva da poco terminato la gara in Superstock, vinta da Hutchinson, al 30esimo posto. Dell'incidente si sa solo che stava percorrendo il 33esimo miglio del tracciato sulla sua BMW S1000RR prima di perdere il controllo del mezzo e incontrare questa tragica fine. Bonner era un pilota esperto che aveva già partecipato a corse importanti come North West 200, alla Tandragee 100, oltre ad essere campione nel 2010 nel Irish road race Senior Support, presente al TT dal 2014 dove aveva scritto la storia diventando l'irlandese più veloce di sempre nella storia del Tourist Trophy nell'edizione 2015. Tre morti così diversi, ma accomunati da una sola passione, quella per il brivido e la velocità che stavolta li ha traditi.