Le auto ibride sono ormai una realtà consolidata nel mondo delle quattro ruote, ma quelle a marchio Toyota, una delle prime case a sfruttare questo tipo di tecnologia, dovranno essere richiamate per un malfunzionamento che, in casi estremamente gravi, può innescare principi di incendio.

Un milione di mezzi a rischio incendio

È stata la stessa casa nipponica a rendere noto il provvedimento che riguarda circa un milione di veicoli – 554.000 in Giappone, 217.000 in Nord America e 219.000 in Europa -: i modelli interessati sono Prius Hybrid, Prius Hybrid Ricaricabile e 4×4 Urbain C-HR Hybrid che, a causa di un cablaggio che collega il motore delle auto alla unità di potenza, rischia di usurarsi con il tempo; se la polvere si accumula sul cablaggio o sulla sua copertura, l'isolamento dei fili potrebbe consumarsi nel tempo a causa delle vibrazioni del veicolo e questo potrebbe causare un cortocircuito con rischio di fumo e incendio. Fino ad ora si è verificato un solo caso, in Giappone, ma la misura a scopo precauzionale si è resa necessaria proprio per evitare che inconvenienti simili potessero ripetersi.

Un problema derivante dall'assemblaggio delle vetture in alcuni impianti giapponesi e che interessa tutti i veicoli prodotti tra il 2015 e il maggio 2018. Toyota ha iniziato a promuovere già nel 1997 la tecnologia ibrida: oggi la casa è leader nel settore con 40 modelli che ogni anno vendono circa 12 milioni di unità. È uno dei più grandi richiami nella storia dell'azienda giapponese, escludendo quelli legati agli airbag prodotti da Takata che ha costretto Toyota a richiamare circa 20 milioni di autovetture. Nel 2016, la casa nipponica aveva richiamato circa 2,87 milioni di auto, tra cui anche Prius, per una perdita ai serbatoi di carburante, e altri 1,43 milioni di veicoli, principalmente Prius, per gli airbag non prodotti da Takata.